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Decreto fiscale verso il voto in commissione e in Aula: ultimi ritocchi della maggioranza

Il decreto fiscale si appresta ad entrare nel vivo dell’esame in Parlamento. Domani inizia il voto in commissione al Senato e l’obiettivo è di chiudere in fretta con l’approdo in Aula già calendarizzato per martedì pomeriggio, anche se non si esclude uno slittamento a giovedì.

I lavori della commissione Finanze di Palazzo Madama ripartiranno dalle oltre 400 proposte di modifica rimaste sul tavolo (dai 540 emendamenti iniziali sfoltiti con le improponibilità).

Le misure

C’è attesa in particolare per capire il destino del ricco pacchetto della Lega per estendere la rottamazione quater e la quinquies: si chiede la riapertura della quater per chi ha mancato le rate di novembre e febbraio, l’estensione delle quinquies agli accertati e alle cartelle dei Comuni e dalle Casse di previdenza, la possibilità anche per le quinquies di avere i 5 giorni di tolleranza sulla scadenza delle rate.

La Lega propone anche destinae 30 milioni ad un credito d’imposta per le imprese energivore. Forza Italia torna invece a chiedere – dopo il tentativo fatto in manovra da Claudio Lotito – una riduzione delle sanzioni ai datori di lavoro che non pagano contributi e premi per i lavoratori.

L’emendamento, inizialmente dichiarato improponibile, è stato successivamente riammesso, mandando su tutte le furie il Pd, che promette battaglia in commissione e in Aula, parlando di «segnale devastante» e di «offesa ai lavoratori e alle imprese oneste». Fratelli d’Italia, ricalcando una propria proposta di legge presentata al Senato, propone una maxiagevolazione (un’imposta sostitutiva sui redditi al 4%) per far rientrare in Italia i pensionati migranti all’estero attratti proprio dagli incentivi fiscali.

Il partito della premier propone poi di allargare le maglie del concordato biennale, estendendo il tetto alla proposta del fisco anche a chi ha un’affidabilità fiscale inferiore all’8, comprese le pagelle fiscali insufficienti. Una serie di emendamenti della maggioranza puntano poi ad estendere anche ai servizi di telecomunicazione la stretta sul telemarketing, introdotta nel decreto bollette per il settore energia. Sarebbe allo studio inoltre, secondo quanto anticipato dal Sole24ore, una misura per andare incontro ai professionisti che hanno svolto consulenze per la pa e che, secondo una norma della manovra, dal 15 giugno saranno pagati solo dopo la compensazione dei loro debiti fiscali.

L’iter

L’obiettivo della commissione è chiudere il voto sugli emendamenti martedì. Il testo base del decreto fiscale corregge alcune misure introdotte dalla legge di bilancio: differisce al primo luglio la tassa da 2 euro sui mini pacchi extra Ue, ripristina le norme del 2025 sui dividendi e sopprime il vincolo dei beni prodotti nell’Ue per beneficiario dell’iperammortamento. Nel provvedimento è confluito, nell’esame al Senato, il decreto accise bis, che proroga il taglio dei prezzi dei carburanti al 1 maggio. Dopo l’esame del Senato il provvedimento passerà in seconda lettura alla Camera. Per la conversione c’è tempo fino al 26 maggio.

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