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Decreto bollette, taglio da 4 miliardi ma serve il via libera di Bruxelles: il Governo vuole agire su Ets e oneri di sistema

Il risparmio potenziale per il sistema Italia è di tre miliardi di euro all’anno. È quanto emergerebbe dallo scorporo della tassa europea sulle emissioni, l’Ets, dal costo del gas per la produzione elettrica, misura cardine del decreto bollette approvato dal Consiglio dei ministri.

Tuttavia, l’attuazione non arriverà prima del 2027 e resta vincolata al giudizio di Bruxelles, che potrebbe eccepire il profilo di aiuto di Stato. L’Italia punta su una revisione della tassa che penalizza la nostra produzione basata sul metano; una trattativa in merito è prevista per il secondo trimestre dell’anno.

Oltre all’Ets, il decreto scorpora gli oneri di trasporto, puntando a un taglio complessivo di 3,9 miliardi. Per le famiglie, il bonus elettrico da 115 euro per il 2026 raggiungerà 2,64 milioni di nuclei. Le imprese beneficeranno di diverse leve: la spalmatura degli incentivi per le rinnovabili porterà 146 milioni nel 2026, mentre un aumento del 2% dell’Irap per i produttori energetici genererà oltre 500 milioni nel 2027, somme destinate ad abbattere i costi di 125 Terawattora di elettricità per le altre aziende.

Misure drastiche toccano anche le bioenergie, con tagli agli incentivi per circa 400 milioni nel 2026, e la vendita del «tesoretto» di gas da 2,1 miliardi di metri cubi accantonato durante la crisi del 2022, che frutterà 609 milioni.

Critiche le aziende energetiche: l’amministratore delegato della società A2A, Renato Mazzoncini, ha evidenziato come le imprese «pure» nelle rinnovabili stiano soffrendo maggiormente l’impatto di questi provvedimenti e della maggiore pressione fiscale.

Il ministro Pichetto Fratin dovrà ora far valere a Bruxelles le peculiarità del mix energetico italiano per rendere strutturali questi risparmi e tutelare la competitività nazionale.

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