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Dazi al 25%, una possibile minaccia per l’Europa: rincari fino 2mld per il made in Italy negli Usa

«L’Ue non è stata creata per fregare nessuno. Al contrario. È stata creata per mantenere la pace, per costruire rispetto tra le nostre nazioni, per creare un commercio libero ed equo e per rafforzare la nostra amicizia transatlantica. Semplicemente». Così su X il premier polacco, Donald Tusk, della presidenza di turno del Consiglio Ue, risponde implicitamente alle accuse di Donald Trump secondo cui «l’Ue è nata per fregare gli Usa».

Il presidente americano lo ha detto ieri alla prima riunione di gabinetto alla Casa Bianca in un incontro con i giornalisti. In questa occasione anche le anticipazioni sui dazi all’Unione europea, saranno del 25%: «una decisione che annunceremo molto presto», spiega. «In termini generali» i dazi saranno del 25% «sulle auto e su tutte le altre cose. Amo i Paesi Europei, ma l’Unione europea è stata creata per fregare gli Stati Uniti», ha detto Trump.

Coldiretti, se dazi al 25% ci sarà una stangata da 2 mld sul cibo made in Italy

Un dazio del 25% sulle esportazioni agroalimentari Made in Italy negli Usa potrebbe costare ai consumatori americani fino a 2 miliardi di euro in più, con un sicuro calo delle vendite, come dimostrato anche dalla precedente esperienza nel primo mandato di Trump. È quanto emerge da una analisi Coldiretti su dati Istat relativi alla minaccia del presidente Usa di imporre tariffe aggiuntive sulle merci europee. Un rischio che pesa sul record fatto segnare nel 2024 dalle esportazioni di cibo Made in Italy negli States, saliti al valore di oltre 7,8 miliardi di euro.

Se i Dazi dovessero interessare l’intero agroalimentare, il costo stimato per le singole filiere sarebbe di quasi 500 milioni solo per il vino, circa 240 milioni per l’olio d’oliva, 170 milioni per la pasta, 120 milioni per i formaggi. Una vera e propria stangata che farebbe calare gli acquisti da parte dei consumatori americani. Secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, i Dazi imposti durante la prima presidenza Trump su una serie di prodotti agroalimentari italiani hanno portato a una diminuzione del valore delle esportazioni (confronto annuale tra 2019 e 2020) che è andata dal -15% per la frutta al -28% per le carni e i prodotti ittici lavorati, passando per il -19% dei formaggi e delle confetture e il -20% dei liquori.

Ettore Prandini: «Uno scenario preoccupante»

Ma anche il vino, seppur non inizialmente colpito dalle misure, aveva fatto segnare una battuta d’arresto del 6%. «L’imposizione di Dazi sulle nostre esportazioni aprirebbe ovviamente uno scenario preoccupante, tanto più in considerazione dell’importanza che il mercato statunitense ha per le nostre produzioni agroalimentari e non solo – rileva il presidente di Coldiretti Ettore Prandini -. Negli Usa l’agroalimentare italiano è cresciuto in valore del 17% contro un calo del 3,6% dell’export generale, confermando ancora una volta che il cibo italiano è un simbolo dell’economia del Paese. Per questo crediamo che debbano essere messe in campo tutte le necessarie azioni diplomatiche per scongiurare una guerra commerciale che danneggerebbe cittadini e imprese europee e americane». 

Peraltro- dice Coldiretti – resta da capire quale potrebbe essere la ritorsione dell’Unione europea all’eventuale imposizione dei Dazi Usa. Alla mossa della prima presidenza Trump l’Europa aveva risposto apponendo tariffe aggiuntive del 25% su una serie di prodotti simbolo del Made in Usa agroalimentare come ketchup, formaggio cheddar, noccioline, cotone e patate americane, oltre a salmone, noci, pompelmi, vaniglia, frumento, tabacco, cacao, cioccolato, succhi di agrumi, liquori come vodka e rum.

Il portavoce della Commissione europea, Olof Gill: «Con Usa incontri produttivi e negoziati in corso»

«Con gli Usa ci sono trattative in corso» sui Dazi. Il commissario Sefcovic, responsabile della politica commerciale, è stato negli Usa una settimana fa e queste sono trattative in corso. Non commenteremo i contenuti in sessione aperta in sala stampa. Tutto quello che posso dire è che ci sono stati incontri produttivi con gli americani, ma è molto chiaro che non ci impegneremo in discussioni dettagliate sulle trattative in corso». Lo afferma il portavoce della Commissione europea, Olof Gill. «Tecnicamente è possibile che gli Stati Uniti decidano Dazi diversi per i vari Stati dell’Ue», ha poi aggiunto il portavoce rispondendo a una domanda sul tema.

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