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Davos, Trump: «Niente forza sulla Groenlandia, accordo possibile. Ucraina? Pace ora»

Un discorso molto atteso, quello di Donald Trump al World Economic Forum di Davos: dalla Groenlandia all'Ucraina oltre ai rapporti transatlantici. Sul dossier Groenlandia, il presidente Usa ha ribadito l’interesse degli Stati Uniti per l’isola, definendola oggi «strategicamente più rilevante che in passato». Trump ha escluso l’uso della forza, sostenendo di voler avviare «negoziati immediati»…
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Un discorso molto atteso, quello di Donald Trump al World Economic Forum di Davos: dalla Groenlandia all’Ucraina oltre ai rapporti transatlantici.

Sul dossier Groenlandia, il presidente Usa ha ribadito l’interesse degli Stati Uniti per l’isola, definendola oggi «strategicamente più rilevante che in passato». Trump ha escluso l’uso della forza, sostenendo di voler avviare «negoziati immediati» per una possibile acquisizione, ma ha avvertito che un rifiuto da parte di Danimarca e Groenlandia «verrebbe ricordato».

Danimarca ingrata

Solo gli Stati Uniti, secondo Trump, sarebbero in grado di garantire pienamente la sicurezza dell’isola e ha accusato Copenaghen di ingratitudine. «Dopo la guerra, abbiamo restituito la Groenlandia alla Danimarca. Quanto siamo stati stupidi a farlo? Quanto sono ingrati ora?». Ha detto Donald Trump «Quando noi l’abbiamo restituita, la Groenlandia non aveva il valore di adesso», ha aggiunto, «adesso è molto più necessaria quest’isola che in passato». Durante l’intervento non sono mancate gaffe e provocazioni, tra cui la confusione tra Groenlandia e Islanda.

Ucraina

Trump ha dichiarato che incontrerà Volodymyr Zelensky a Davos domani e ha sostenuto che sia Zelensky sia Vladimir Putin vogliano un accordo di pace ma se non lo raggiungessero, l’accordo, sarebbero «stupidi», sottolineando l’urgenza di fermare una guerra che continua a causare troppe vittime.

Critiche all’Europa

Ampio spazio anche alle critiche all’Europa: Trump ha attaccato le politiche green dell’Ue, definite un «disastro», accusando Bruxelles di aver fatto salire i costi energetici e di ostacolare lo sfruttamento delle risorse. Ha criticato immigrazione e commercio, pur dichiarando di «amare l’Europa» e di volere alleati europei più forti. Non sono mancati attacchi personali e politici, da Macron ai democratici americani, mentre ha rivendicato una fase di forte crescita economica degli Stati Uniti sotto la sua presidenza.

Le reazioni europee sono state caute ma ferme

Ursula von der Leyen, Lagarde e diversi leader hanno respinto minacce e ricatti sulla Groenlandia, richiamando all’unità europea e alla priorità della sicurezza ucraina. Anche la Nato, con il segretario generale Rutte, ha invitato a non perdere il focus sull’Ucraina, pur riconoscendo l’importanza strategica dell’Artico.

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