Per anni è stato «il figlio prediletto» della scomparsa regina Elisabetta II, vacuo, arrogante e belloccio, protetto da lei contro tutto e tutti. Lo scandalo Epstein è diventato però la sua nemesi: il marchio d’infamia destinato a bollare definitivamente l’ex principe Andrea come una vergogna di casa Windsor, il primo reale britannico d’alto lignaggio a finire in arresto dopo quasi 4 secoli per presunti reati gravi.
Un epilogo clamoroso, di portata storica, a dispetto del sordido scenario della vicenda che lo ha condotto nella polvere e minaccia lo stesso futuro dell’istituzione monarchica d’oltre Manica. Terzogenito di Elisabetta e Filippo, Andrea vede la luce a Buckingham Palace il 19 febbraio 1960. Frequenta le scuole superiori nel collegio di Gordonstoun, in Scozia, poi è destinato ai corsi di un’accademia navale della Marina. Parallelamente inizia a costruirsi l’immagine di principe playboy.
Nel frattempo si segnala per flirt e pettegolezzi in serie, prima di sposare la non meno chiacchierata Sarah Ferguson, rimastagli a fianco anche dopo il divorzio: come compagna di vita e complice di ogni genere di disavventure.
La coppia mette al mondo due figlie, Beatrice ed Eugenie, tuttora principesse al servizio della dinastia. Sono gli anni in cui entrambi entrano in contatto con Jeffrey Epstein, faccendiere pedofilo americano finito più tardi condannato per sfruttamento di minorenni prima di morire in carcere a New York nel 2019. Un personaggio frequentato ben più a lungo di quanto ammesso, fino all’esplosione dello scandalo che porta dapprima all’esclusione di Andrea da ogni ruolo pubblico, e poi alla cancellazione di ogni titolo reale.