«Eravamo le quattro “B” del 1936: Bergoglio, Berlusconi, Baudo e Banfi. Ora sono rimasto solo io». Con questa amara ma ironica riflessione, Lino Banfi si avvicina al traguardo dei 90 anni. Il celebre attore pugliese, nato ad Andria come Pasquale Zagaria, festeggerà l’11 luglio, anche se nacque il 9, registrato all’anagrafe con 48 ore di ritardo. Un doppio compleanno che celebrerà in famiglia e con gli amici.
Per l’occasione, la Rai gli dedica il documentario “Storia di un alieno” di Marco Spagnoli, in onda l’8 luglio su Rai 1, mentre in libreria arriva l’autobiografia “90 non mi fai paura!”. È il coronamento di una carriera straordinaria che ha attraversato i generi più disparati. Dagli esordi a teatro alla tv di Falqui, fino all’esordio da protagonista al cinema nel 1973 con “Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia”.
I successi arrivano con la commedia sexy degli anni ’70 e ’80, di cui diventa un’icona: «Ho iniziato come bidello e sono diventato preside», ama scherzare ricordando i suoi ruoli. Poi i cult come “L’allenatore nel pallone” nei panni di Oronzo Canà, “Il commissario Lo Gatto” e la conduzione di “Domenica In”. La seconda giovinezza artistica coincide con i ruoli drammatici (“Nuda proprietà”) e, soprattutto, con l’amatissimo Nonno Libero in “Un medico in famiglia”, che lo consacra nonno d’Italia. Negli ultimi vent’anni non è mancato il cinema, da “Quo Vado?” con Checco Zalone a “Oi vita mia” con Pio e Amedeo. Tanti auguri, Lino!
