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Cuba, rete elettrica al collasso: blackout di 20 ore al giorno. Proteste in strada

Cuba, rete elettrica al collasso: blackout di 20 ore al giorno. Proteste in strada
epa12939162 Children cross a street in Havana, Cuba, 04 May 2026 (issued 07 May 2026). The USA’s oil embargo against Cuba has brought the island’s crucial tourism industry to a standstill, with suspended flights, closed hotels and plummeting visitor numbers. EPA/ERNESTO MASTRASCUSA

La rete elettrica cubana ha registrato ieri un collasso parziale che ha lasciato al buio vasti settori dell’isola, in particolare la parte orientale e la seconda città più grande, Santiago de Cuba, aggravando una crisi già profonda di blackout prolungati e scarsità di carburante. L’Union Nacional Electrica (UNE) ha confermato l’interruzione dell’erogazione di energia, che si somma ai continui blackout fino a 20-22 ore al giorno nell’intero Paese, dal Capo dell’Avana alle province orientali. Nel frattempo la stagione più calda dell’anno si avvicina e la domanda aumenta.

Secondo il ministro dell’Energia, le scorte di gasolio e olio combustibile sono completamente esaurite, elementi fondamentali per mantenere in funzione le centrali termiche e l’intera infrastruttura elettrica nazionale. Cuba, che produce meno della metà del carburante di cui ha bisogno e dipende storicamente dalle importazioni – in passato soprattutto da Venezuela e Messico – si è ritrovata isolata dopo che gli accordi di fornitura si sono interrotti a causa del blocco petrolifero imposto dagli Stati Uniti e dalle minacce di tariffe contro i Paesi che avessero continuato a rifornirla.

La situazione ha generato un forte malcontento sociale: proteste diffuse a L’Avana e in altre città hanno accompagnato i blackout, con cittadini che hanno picchiato pentole, bloccato strade e denunciato l’impatto sulla vita quotidiana, dal deterioramento degli alimenti all’impossibilità di riposare per diverse ore senza luce. Le autorità hanno mantenuto una presenza di polizia ma, in molti casi, non sono intervenute direttamente durante le manifestazioni.

Il governo attribuisce la crisi al “blocco energetico” degli Stati Uniti e alla fine delle forniture principali di carburante, mentre la comunità internazionale, attraverso l’ONU, ha definito illegali le restrizioni statunitensi, sostenendo che ostacolano diritti fondamentali dei cubani. Parallelamente, Washington ha messo sul tavolo un piano di aiuti umanitari da 100 milioni di dollari, destinati ad alleviare carenze di carburante, cibo e medicine, ma l’isola non ha ancora formalizzato l’accettazione..