Questa mattina alla Camera i ministri degli Esteri e della Difesa, Antonio Tajani e Guido Crosetto sono intervenuti sulla situazione di crisi in Iran e nel Golfo e la crescente preoccupazione sui possibili sviluppi.
«La gravità della situazione richiede a tutti noi, Governo e Parlamento, un’assunzione di responsabilità condivisa». Per il ministro Tajani la priorità ora è la sicurezza degli italiani nell’area dei conflitti. «Sono 100mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente nelle aree della crisi». Poi ha ricordato che la task force del ministero ha gestito migliaia di richieste di assistenza, «gli italiani aiutati a lasciare le aree a rischio sono arrivati a 10mila».
Sulle misure adottate Tajani ha spiegato che ci sono voli charter speciali organizzati con la Difesa: «Proprio questa mattina sono atterrati a Ciampino due voli partiti da Dubai e Abu Dhabi con altri 200 italiani in condizioni di particolare fragilità, mentre è partito dalle Maldive un volo con circa 320 italiani».
Obiettivo è la de-escalation. «Vogliamo evitare un allargamento del conflitto», mantenendo aperti i rapporti con Teheran e ribadendo che «l’Iran non può dotarsi di armi nucleari». Tajani ha poi ricordato anche il colloquio con il segretario di Stato americano Marco Rubio, con cui ha discusso degli sviluppi della crisi. E infine ha ricordato come già ribadito anche dalla premier Giorgia Meloni che l’Italia non è e non sarà in guerra con nessuno.
Al termine la parola è passata al ministro Guido Crosetto che ha illustrato le misure militari e di sicurezza. Prima che il conflitto scoppiasse e si sviluppasse come in questi ultimi sei giorni, nell’area erano presenti 2.576 militari italiani e sono stati avviati spostamenti precauzionali: «In Kuwait è in atto un movimento di 239 militari verso l’Arabia Saudita. In Qatar 7 dei 10 militari stanno raggiungendo L’Arabia Saudita e in Bahrein stiamo ritirando il personale».
Inoltre Crosetto ha annunciato il rafforzamento della difesa: «Intendiamo dispiegare un dispositivo multi-dominio in Medio Oriente con sistemi di difesa aerea anti-drone e antimissilistica», anche in risposta alle richieste dei Paesi partner della regione. In aumento il livello di allerta. il ministro ha dato mandato di portare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e antibalistica nazionale».
Il ministro della Difesa ha fornito un quadro sugli attacchi commessi da Teheran: «Sono quasi 540 i missili lanciati dall’Iran e oltre 1.300 i droni contro i Pesi del Golfo, molti dei quali intercettati». Una strategia, secondo Crosetto che mira «a creare caos e complessità economiche attraverso lo stretto di Hormuz». E infine, sull’utilizzo delle basi italiane dagli americane ha chiarito, come anche la premier Meloni, che non sono arrivate richieste e che nel caso dovessero arrivare se ne discuterà in Parlamento.
