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Crans-Montana, nuovo indagato per i mancati controlli. Tajani: «Nessun caso diplomatico, ma pretendiamo giustizia»

L’inchiesta sulla tragedia di Crans-Montana si allarga con l’iscrizione di una quarta persona nel registro degli indagati da parte della Procura vallesana, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ribadisce che l’Italia pretende giustizia pur escludendo incidenti diplomatici con la Svizzera.

La novità processuale riguarda il capo del dipartimento di sicurezza pubblica del comune di Crans-Montana, che dovrà rispondere del mancato controllo ispettivo presso il bar “Le Constellation”, fermo dal 2019.

Gli sviluppi dell’inchiesta e il ruolo del Comune

Secondo quanto rivelato dalla testata Rts, il funzionario comunale sarà interrogato dai procuratori il prossimo 6 febbraio.

Al centro degli accertamenti della Procura vi è la gestione amministrativa e la sicurezza della struttura dove è avvenuto il dramma: il Comune non avrebbe infatti effettuato alcuna ispezione nei locali del bar “Le Constellation” negli ultimi sei anni.

Questa presunta omissione ha portato gli inquirenti a estendere le responsabilità oltre la gestione diretta del locale, coinvolgendo chi avrebbe dovuto vigilare sul rispetto delle norme.

La posizione del governo italiano

Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri Antonio Tajani è intervenuto a margine del Consiglio degli Affari esteri a Bruxelles per fare chiarezza sui rapporti con Berna e sulla scarcerazione di Jacques Moretti, titolare dell’attività.

«Con la Svizzera non c’è nessun incidente diplomatico, soltanto pretendiamo che si faccia giustizia» ha dichiarato Antonio Tajani.

Il Ministro ha poi aggiunto che alcuni comportamenti legati alla gestione del caso hanno destato profonda perplessità non solo nel Governo, ma in tutta l’opinione pubblica italiana: «Quello che è successo ha dell’incredibile» ha concluso il titolare della Farnesina, sottolineando la necessità di un percorso giudiziario trasparente e rigoroso.

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