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Crans Montana, la notte d’orrore e il caos negli audio delle telefonate

La festa si è trasformata in un inferno di fiamme e grida pochi minuti dopo l’una e mezza del primo gennaio. Da quel momento, il centralino del soccorso sanitario svizzero 144 è stato travolto da un’ondata di 171 chiamate in soli novanta minuti. Testimoni sotto shock, feriti in fuga e soccorritori increduli hanno composto senza sosta il numero di emergenza, lasciando traccia di un dramma che oggi è cristallizzato negli atti d’indagine della Procura di Sion. Quello che inizialmente sembrava un incendio circoscritto si è rivelato in pochi istanti una catastrofe senza precedenti per la località di Crans-Montana, con un bilancio finale di 40 morti e 116 feriti.

Il crescendo della disperazione

Le registrazioni audio, diffuse dall’emittente BFM TV, restituiscono l’evoluzione del disastro in tempo reale. Se la prima telefonata delle 01:29 segnalava un’emergenza ancora dai contorni sfumati, quelle successive sono un crescendo di puro terrore. «C’è un incendio, ci sono dei feriti! Mandate subito i soccorsi, ce ne sono troppi!», grida una voce tra i rumori di sottofondo. Le testimonianze si fanno via via più confuse e strazianti: «Sono quasi morto… credo che i miei amici siano rimasti dentro», riferisce un giovane scampato alle fiamme mentre cerca di spiegare che l’intero complesso del Constellation è ormai avvolto dal rogo.

Il «Piano catastrofe» e i soccorsi

Nelle tracce audio emerge anche il momento in cui la macchina dei soccorsi realizza la vastità del dramma. I primi soccorritori giunti sul posto comunicano inizialmente un bilancio di tre ustionati gravi, ma la situazione precipita rapidamente. «C’è stata un’esplosione… ho quattro deceduti e almeno trenta feriti», annuncia un’operatrice con voce ferma. È il segnale che fa scattare ufficialmente il «piano catastrofe». Mentre il coordinamento tenta di gestire l’afflusso di ambulanze, inizia un altro strazio: quello dei genitori. «Nostra figlia è coinvolta, non abbiamo notizie», implorano ai telefoni, ricevendo dai centralinisti risposte caute e impotenti di fronte all’impossibilità di fornire identificazioni immediate.

Cooperazione giudiziaria

Un passo fondamentale sul fronte legale. La Procura vallesana ha concesso l’assistenza giudiziaria all’Italia. Grazie all’accoglimento della rogatoria presentata dalla Procura di Roma, gli inquirenti italiani avranno accesso diretto alle prove raccolte e ai verbali elvetici. Questo scambio di atti, che avverrà nel pieno rispetto dei diritti delle parti coinvolte, è un passaggio cruciale per definire eventuali responsabilità penali e dare risposte alle famiglie delle numerose vittime, molte delle quali legate a un filo diretto con l’Italia.

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