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Consiglio di Stato, magistrati in fermento: «Non si utilizzi il voto segreto per eleggere il presidente»

Decine di membri del Consiglio di Stato sono in fermento per un nuovo mal di pancia tra i magistrati, stavolta quelli amministrativi, e laici filogovernativi.

La questione è l’elezione dei vertici dell’istituto e la mancata nomina del presidente aggiunto del Consiglio di Stato, Luigi Carbone, saltata con voto segreto.

In un’assemblea organizzata dalla «Associazione tra i magistrati del Consiglio di Stato» e dal «Coordinamento nuova magistratura amministrativa», a cui hanno partecipato 70 componenti su un centinaio dell’intero Consiglio, è stato chiesto di escludere «il ricorso al voto segreto per conferire incarichi, serve il criterio dell’anzianità a tutela dell’indipendenza dell’istituto».

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