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Clausola di salvaguardia, l’Italia chiede a Bruxelles una proroga. Giorgetti: «Siamo ottimisti»

Clausola di salvaguardia, l’Italia chiede a Bruxelles una proroga. Giorgetti: «Siamo ottimisti»
(Foto ANSA)

L’Italia chiede all’Unione europea di ampliare la clausola di salvaguardia prevista per la difesa anche alle spese legate al caro energia. È il punto centrale della trattativa che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti conferma a margine del G7 Finanze in corso a Parigi, definendosi possibilista ma prudente. «Stiamo lavorando, è una cosa complessa» e «credo che non ci siano pregiudizi», spiega ai giornalisti, sottolineando però che tra i partner europei «c’è la consapevolezza della situazione eccezionale».

Da Bruxelles arriva un’apertura, seppur senza impegni. Il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis conferma che l’esecutivo comunitario «continua a seguire attentamente la situazione» e che «stiamo anche esaminando la richiesta dell’Italia». Allo stesso tempo ribadisce la linea europea: misure «temporanee e mirate» per sostenere l’economia senza alimentare la domanda di combustibili fossili. «Lo shock è sul versante dell’offerta: se molti Paesi sostengono la domanda, finiamo per mantenere alti i prezzi dell’energia e spendere molto denaro con risultati limitati», avverte, ricordando che l’approccio è coerente anche con le indicazioni del Fondo monetario internazionale.

Giorgetti insiste: «La trattativa continua». E pur restando vago sugli strumenti concreti, chiarisce che non esiste un’unica strada. «Ci sono varie forme, modalità, possibilità, le stiamo esplorando tutte», dice, rimarcando che «non c’è soltanto la deroga». La Commissione, nei giorni scorsi, aveva indicato come priorità l’utilizzo dei fondi europei disponibili, pari a 95 miliardi di euro. Ma il ministro assicura che il confronto andrà avanti «qui» e poi a Bruxelles, «in ogni sede utile e necessaria».

La richiesta italiana nasce, spiega Giorgetti, da una condizione diversa rispetto ad altri grandi Paesi. «La Francia non ha problemi perché veleggia oltre il 5% di deficit, la Germania non ha problemi perché veleggia sopra il 3% ma ha un debito molto basso». L’Italia, invece, deve muoversi con cautela per via del debito elevato e del rischio di rialzo dei tassi. Un quadro aggravato dal «doppio shock» energetico, prima con la crisi ucraina e ora con il Medio Oriente.

Intanto il ministro annuncia che nel Consiglio dei ministri di venerdì si discuterà del rinnovo dello sconto sulle accise e di misure per autotrasporto e trasporto pubblico locale.