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Cisgiordania, attacco e risposta al check point israeliano: 5 feriti. Netanyahu “chiude” la regione

Due assalitori uccisi nell’attacco armato a Hebron, Ben Gvir chiede lo smantellamento dell’Autorità Palestinese

Cisgiordania, attacco e risposta al check point israeliano: 5 feriti. Netanyahu “chiude” la regione
(Foto Ansa)

Un attacco armato ha riacceso la tensione in Cisgiordania, dove un commando armato ha assalito un posto di blocco dell’esercito israeliano lungo la Strada 35, nei pressi della città di Hebron. L’attacco, condotto da due giovani palestinesi di 27 anni identificati come Mohammad Jaaba e Firas Jaaba, ha provocato il ferimento di cinque soldati israeliani. I due assalitori, giunti sul posto a bordo di un veicolo con targa israeliana e armati di un fucile M16 e di una pistola, hanno ingaggiato uno scontro a fuoco durato circa 20 minuti con le forze di sicurezza, prima di essere uccisi dall’Idf mentre tentavano di fuggire dal luogo dell’agguato.

La risposta istituzionale del governo israeliano è stata immediata e perentoria: il premier Benjamin Netanyahu ha annunciato l’imposizione di una «chiusura totale» di tutta la Giudea e Samaria, ordinando alle forze armate di isolare la città di Hebron e i centri abitati limitrofi attraverso un rigoroso cordone di sicurezza. Contestualmente, i militari dell’Idf hanno fatto scattare un’operazione antiterrorismo su larga scala, presidiando gli accessi viari e condotto perquisizioni mirate all’interno delle abitazioni dei sospettati per smantellare eventuali cellule collegate.

L’agguato ha immediatamente esacerbato il dibattito politico interno al governo di Tel Aviv. Il ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, è intervenuto con toni durissimi per sollecitare lo smantellamento e la smilitarizzazione dell’Autorità Palestinese, sostenendo che il territorio rappresenti il punto di origine di un nuovo potenziale conflitto globale. Sul fronte giudiziario, la giornata si completa con la decisione della Procura di Gerusalemme di incriminare Pinchas Shem Tov Ran, 37enne responsabile della sicurezza dell’insediamento di Itamar, accusato di aver ferito gravemente una donna sparando contro un’auto di civili a settembre nel villaggio di Aqraba e di aver manomesso le prove per sviare le indagini militari.