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Ceuta, disordini e scontri dopo l’ondata di arrivi: domani vertice di emergenza dell’Ue

Tra auto incendiate e atti di vandalismo, ad infiammare il clima sono state le visite dei leader della destra che hanno parlato di “invasione”

Ceuta, disordini e scontri dopo l’ondata di arrivi: domani vertice di emergenza dell’Ue
epa13148244 Migrants who entered Ceuta by swimming or on foot from Morocco sit on a street in Ceuta, Spain, 03 August 2026. Surveillance along the Tarajal border, both at sea and on land, as well as new containment measures in the area, including the installation of a barrier in the sea, have reduced the number of people swimming across from Morocco to a minimum. EPA/REDUAN

Resta altissima la tensione a Ceuta dopo l’afflusso di circa 60mila persone dal Marocco. Nell’enclave si sono registrati nuovi scontri tra la polizia e gruppi di migranti. La situazione è degenerata quando una folla ha sfilato in strada con un uomo ferito denunciando violenze degli agenti, poi intervenuti per disperdere i manifestanti. Tra auto incendiate e atti di vandalismo, ad infiammare il clima sono state anche le visite dei leader della destra radicale Santiago Abascal e Alvise Pérez, che hanno parlato di “invasione” provocando la reazione dei residenti di origine marocchina. Resta acceso il giallo sul bilancio delle vittime: le autorità locali contano 88 morti, il Marocco appena 11.

Nel frattempo a Bruxelles la diplomazia europea si è attivata con urgenza. Gli ambasciatori Ue (Coreper II) hanno preparato la videoconferenza straordinaria dei ministri degli Interni. Nonostante i disordini, la valutazione condivisa dai partner europei è che la crisi sia stata rapidamente arginata: la quasi totalità degli entrati irregolarmente è già stata rimpatriata da Madrid, senza movimenti verso la Spagna continentale o altri Paesi membri.

I partner europei hanno espresso piena solidarietà alla Spagna. Durante il summit di domani, guidato dalla presidenza irlandese insieme ai Paesi Schengen e alle agenzie Ue, i ministri definiranno la strategia per blindare i confini. Cinque i pilastri stabiliti: prevenzione tramite la cooperazione con i Paesi terzi, rafforzamento delle frontiere esterne, sistemi di allerta precoce, lotta ai trafficanti e potenziamento dei rimpatri.