Resta altissima la tensione a Ceuta dopo l’afflusso di circa 60mila persone dal Marocco. Nell’enclave si sono registrati nuovi scontri tra la polizia e gruppi di migranti. La situazione è degenerata quando una folla ha sfilato in strada con un uomo ferito denunciando violenze degli agenti, poi intervenuti per disperdere i manifestanti. Tra auto incendiate e atti di vandalismo, ad infiammare il clima sono state anche le visite dei leader della destra radicale Santiago Abascal e Alvise Pérez, che hanno parlato di “invasione” provocando la reazione dei residenti di origine marocchina. Resta acceso il giallo sul bilancio delle vittime: le autorità locali contano 88 morti, il Marocco appena 11.
Nel frattempo a Bruxelles la diplomazia europea si è attivata con urgenza. Gli ambasciatori Ue (Coreper II) hanno preparato la videoconferenza straordinaria dei ministri degli Interni. Nonostante i disordini, la valutazione condivisa dai partner europei è che la crisi sia stata rapidamente arginata: la quasi totalità degli entrati irregolarmente è già stata rimpatriata da Madrid, senza movimenti verso la Spagna continentale o altri Paesi membri.
I partner europei hanno espresso piena solidarietà alla Spagna. Durante il summit di domani, guidato dalla presidenza irlandese insieme ai Paesi Schengen e alle agenzie Ue, i ministri definiranno la strategia per blindare i confini. Cinque i pilastri stabiliti: prevenzione tramite la cooperazione con i Paesi terzi, rafforzamento delle frontiere esterne, sistemi di allerta precoce, lotta ai trafficanti e potenziamento dei rimpatri.
