Il gup di Roma ha disposto il rinvio a giudizio dell’imprenditrice Maria Rosaria Boccia, imputata per stalking aggravato, lesioni e interferenze illecite nella vita privata ai danni dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Sono inoltre contestati i reati di diffamazione e false dichiarazioni nel curriculum, in relazione all’organizzazione di alcuni eventi.
Il processo inizierà il 6 ottobre. Nel procedimento si sono costituiti parti civili Sangiuliano, la moglie e l’ex capo di Gabinetto del Ministero della Cultura, Francesco Gilioli. Secondo l’accusa, Boccia avrebbe posto in essere una condotta persecutoria nei confronti dell’ex ministro, provocandogli anche lesioni.
La difesa dell’imprenditrice respinge con fermezza ogni addebito, sostenendo che non vi sia stata alcuna condotta illecita né persecutoria. Gli avvocati Francesco Di Deco e Saverio Sapia affermano che il rapporto tra Boccia e Sangiuliano sarebbe stato consensuale e iniziato su iniziativa dello stesso ex ministro, che avrebbe manifestato un coinvolgimento sentimentale intenso, incompatibile – a loro avviso – con la tesi dello stalking. Contestano inoltre l’accusa di lesioni, evidenziando incongruenze tra i referti medici redatti nell’immediatezza dei fatti e un certificato prodotto a distanza di due mesi.
Anche Boccia ha espresso sconcerto per la decisione del giudice, ritenuta troppo rapida rispetto alla complessità di un fascicolo di circa diecimila pagine. L’imprenditrice sostiene che dagli atti non emergano gli elementi tipici della condotta persecutoria e ribadisce la propria fiducia nel dibattimento per dimostrare la sua innocenza.
Di segno opposto la valutazione dei legali di Sangiuliano, che parlano di un’imputazione «innovativa» capace di riconoscere dinamiche di sottomissione anche all’interno di una relazione sentimentale. A loro giudizio, il processo rappresenta una riabilitazione per l’ex ministro. L’ex capo di Gabinetto Gilioli si è costituito parte civile ritenendo lesa la propria immagine per presunte diffamazioni legate a un contratto mai sottoscritto.