Sono almeno settanta i calciatori che hanno partecipato alle feste organizzate dalla agenzia di eventi milanese al centro di una indagine della Procura di Milano per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. I loro nomi, nell’ordinanza, sono stati omessi e nessuno è indagato in quanto non hanno commesso reati. Si tratta di giocatori anche di Inter, Milan, Juve, Sassuolo e Verona. Non è però stato accertato quanti abbiano usufruito anche del servizio di escort e droga della risata. Lo apprende l’ANSA da fonti qualificate.
Le buste e i giocatori acchiappati
Nell’ordinanza dell’inchiesta milanese su un presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione di escort per calciatori e altri sportivi si leggono intercettazioni come quelle di Deborah Ronchi, che sarebbe stata a capo del gruppo assieme al compagno e che lo scorso novembre diceva «i soldi delle buste che erano delle ragazze (…) li hai presi te vero?». E una ragazza: «Mi hanno dato anche la busta perché ho fatto fare il tavolo a quelli lì di hockey». Tra gli indagati, non arrestati, altre due persone. Uno diceva: «Servono altre due o tre sveglie però (…) qualcuna di furba». E Luz Luan Amilton Fraga, arrestato, così si esprimeva: «Gli mando la brasiliana».
Alcuni si sarebbero occupati, come si legge, «di gestire i debiti dei clienti con il sodalizio». Alessio Salamone, tra gli arrestati, diceva: «Devo capire un attimo quanti soldi devo recuperare». Uno degli indagati, poi, avrebbe gestito l’arrivo, anche con voli in aeroporto, delle ragazze «presso la casa di Cinisello» Balsamo. «Volevo sapere se riesci a mandarmi (…) l’elenco delle ragazze per capire dove si mettono». E lo scorso gennaio: «Son sempre in ansia perché devo sempre trovare ragazze».
Sempre dagli atti risulta che Ronchi, 38 anni, e il compagno Emanuele Buttini, 37 anni, d’estate avrebbero «operato per lo più a Mykonos, in Grecia». Dai profili social, come riporta la gip, si vedono foto postate dagli indagati «che li ritraggono assieme a calciatori di serie A e ragazze avvenenti». Ronchi spiegava che «il super privé del Pineta (locale estraneo alle indagini, ndr) il sabato e la domenica è loro in esclusiva» e che hanno «almeno 80-90 nomi di ragazze invitate» e che avrebbero creato «un locale nel locale».
In un’altra intercettazione Salamone, arrestato, parla di «due spagnole e due greche (…) cerchiamo di tirare 6 o 7 donne». E un altro indagato: «Qualche calciatore ci sarà (…) mi serve qualcuno che li acchiappa». Possono «contare», scrive la gip, «sul coinvolgimento di un centinaio di ragazze», anche giovanissime, italiane e straniere, alcune «disponibili anche come escort».
Oltre 194mila euro versati all’agenzia dai calciatori per le serate con le escort
È di oltre 194 mila euro la cifra che i calciatori hanno versato direttamente sui conti degli organizzatori delle serate nei locali della movida milanese, comprensive di escort e droga della risata. A ciò si aggiungono gli incassi delle società attive nel settore delle organizzazioni di feste e nella gestione di discoteche – in primis quella del Pineta Milano dove sono stati “organizzati eventi con frequenza pressoché settimanale – e il denaro arrivato su Revolut.
A fare i conti, fino ad arrivare a un totale di 1.214.374,50 euro pari al «profitto dell’attività illecita di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione» che sarebbe avvenuta tra l’agosto 2024 e i primi mesi di quest’anno, sono stati i finanziari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Gdf, delegati dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini a svolgere gli accertamenti patrimoniali delle quattro persone da ieri posti agli arresti domiciliari dalla gip Chiara Valori.
Si tratterebbe, si legge nel provvedimento della giudice di «introiti del tutto sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati da ciascun indagato». Pertanto «non v’è dubbio, dunque, che l’attività esercitata abbia connotati di palese illiceità – è scritto nell’ordinanza – e non possa dirsi limitata all’organizzazione di eventi o intrattenimenti».
Infatti, è la ricostruzione, «fra le prestazioni assicurate» ai clienti «ci sono quelle di ‘natura sessuale’ da ragazze reclutate a cui sarebbero stati offerti loro l’alloggio, l’ospitalità alberghiera, il trasporto, le spese, perfino i farmaci al bisogno, corrispondendo poi il pagamento in parte in misura fissa e in parte in base all’incasso percepito dal cliente».
«Come si è visto – osserva la gip in merito alle esigenze cautelari – da almeno cinque anni l’attività prosegue ininterrotta e, anzi, in grado di adattarsi alle diverse circostanze ambientali: in periodo Covid, lungi dal sospendere gli eventi, gli stessi sono migrati in un luogo di privata dimora, ove era possibile accedere in modo riservato, in anche totale spregio delle regole sanitarie. E’ dunque evidente che, se non sottoposti a restrizione, gli indagati proseguirebbero nell’attività illecita, visto anche il cospicuo ritorno economico assicurato».
Anche «nel periodo del lockdown e di limitazione agli incontri» a causa del Covid venivano «organizzati quasi tutti i giorni eventi mondani con servizio di escort» e le ragazze avevano «rapporti sessuali a pagamento con gli ospiti, selezionati soprattutto fra i calciatori professionisti».
Il racconto
Sono passaggi del racconto di una delle giovani prostitute che, il 23 agosto 2024, ha deciso di denunciare Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, finiti ieri agli arresti domiciliari, anche per associazione a delinquere, assieme ad altre due persone. Avrebbero gestito un presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, con pacchetto «all inclusive» del dopopartita: serate in locali a cinque stelle della movida milanese, escort e a volte «sniffate» di gas esilarante.
La donna ha raccontato agli inquirenti, nell’inchiesta del nucleo di Polizia economico finanziaria della Gdf e come si legge nell’ordinanza della gip Chiara Valori, di aver vissuto a Cinisello Balsamo, nel Milanese, in un appartamento nello stesso palazzo dove aveva la sede la Ma.De, dal 2019 al 2023.
Nell’edificio, ha riferito, «c’era anche una discoteca abusiva» e gli eventi venivano pubblicizzati su Instagram. E «Ronchi e Buttini trattenevano almeno il 50% dell’importo pagato, consegnando alla ragazza il resto». La ragazza ha parlato del caso di una colombiana che «nel 2022 era costretta a prostituirsi in cambio di mille euro», di cui solo la metà restava a lei. Le giovani dovevano «versare anche il canone d’affitto delle camere» sempre in quel palazzo. Non tutte le ragazze che lavoravano per la coppia erano «escort», alcune solo «ragazze immagine».
La teste ha fatto i nomi di cinque che si prostituivano. E ha spiegato che in quelle «feste” veniva «spesso consumato del gas esilarante” contenuto «in palloncini”, gradito «agli atleti» perché non risultava all’antidoping. E ha messo a verbale anche i nomi di coloro che si occupavano di «contattare i clienti» e «selezionare le ragazze», degli «autisti» che portavano le giovani e gli sportivi in locali, ristoranti e alberghi o a Cinisello, dei bodyguard e dei dj. Dichiarazioni che hanno «trovato riscontri».
Amo ci servono i palloncini per la serata
«Amo ci servono i palloncini» (…) «siamo al Duca, al Me Milan». Era necessario procurarsi la ‘droga della risata’ per le serate organizzate dall’agenzia Mas.De. Milano e ora al centro di una indagine della procura milanese che ieri ha portato ai domiciliari quattro persone per associazione per delinquere, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione ed anche autoriciclaggi.
Il dialogo che riguarda l’organizzazione di una delle tante serate per clienti facoltosi, sportivi come giocatori di hockey o piloti di Formula Uno, e soprattutto calciatori di serie A, è riportato nel provvedimento eseguito ieri dalla Gfd nei confronti di Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, ritenuti i «promotori e dominus» dell’organizzazione, e Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga, definiti «partecipi», che con una terza persona avrebbero mantenuto i “contatti con i calciatori di fama internazionale clienti” e avrebbero gestito “le ragazze impiegate nelle varie serate non solo decidendo” dove dovessero presentarsi.
Tra i locali scelti nel capoluogo lombardo – e che sono estranei a qualsiasi contestazione – c’è il Pineta Milano, il Just, Dolce & Gabbana Martini, Do Mish, El Porteno Prohibido, il Jazz Cafè, JustMe, La Bullona, Langosteria Bistrot, Osteria La Risacca 6, Pineta Milano, Voya Rooftop e tantissimi altri. Il servizio veniva pubblicizzato sulla pagina Instagrarn “made_luxury_concierge” ed era risvolto a coloro che erano «disposti a spendere importanti cifre per beneficiare di servizi» con la partecipazione di ragazze, disponibili anche a prestazioni di natura sessuale «dietro corrispettivo in parte retrocesso alla coppia Ronchi Buttini» oppure incassato «dal sodalizio il quale successivamente provvedeva a retribuire le giovani».
Salamone, lo scorso novembre, oltre a ricevere l’invito da un altro organizzatore a fornire i “palloncini” , si sarebbe occupato anche di «capire un attimo quanti soldi devo recuperare, tra sabato e domenica». I conti lo ha fatti il suo stretto collaboratore: «allora 1000 da… (…) allora 3280 il (…) aspetta ti dico (…) al volo, stai lì. 3.420».