Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha pubblicato un nuovo e vastissimo lotto di documenti sul caso Jeffrey Epstein: circa 3 milioni di pagine, 2mila video e 180mila foto, ora consultabili online tramite un motore di ricerca pubblico. La diffusione arriva con settimane di ritardo rispetto alla scadenza del 19 dicembre 2025, fissata dall’Epstein Files Transparency Act, la legge approvata dopo forti pressioni politiche e mediatiche per garantire piena trasparenza sul caso.
I documenti fanno parte di un archivio complessivo di oltre 5–6 milioni di pagine, molte delle quali restano segrete perché contenenti materiale pedopornografico, dati personali delle vittime o informazioni che potrebbero compromettere indagini federali ancora in corso. Il viceministro della Giustizia Todd Blanche ha spiegato che sono state applicate ampie omissioni: tutte le immagini di donne sono state oscurate, tranne quelle di Ghislaine Maxwell, mentre non sono state oscurate le immagini degli uomini.
Tra i contenuti emersi figura un’email che Epstein si sarebbe inviato nel 2018, in cui accusava Bill Gates di avergli chiesto di cancellare messaggi relativi a una malattia sessualmente trasmissibile e a una richiesta di antibiotici da somministrare di nascosto alla moglie Melinda. Il nome di Donald Trump compare circa 3.200 volte nei file, spesso in articoli o email legate alle elezioni del 2016. Blanche ha ribadito che nessun documento è stato nascosto per proteggere Trump o altri esponenti politici.
Sono inoltre emerse fotografie che ritraggono personalità di primo piano come Bill Clinton, Mick Jagger, Steve Bannon e lo stesso Trump. Clinton ha in passato ammesso di essersi pentito dei rapporti con Epstein, negando qualsiasi conoscenza delle sue attività criminali. L’accesso ai documenti è vietato ai minori di 18 anni.