Il gup di Milano, Fabrizio Filice, ha rinviato a giudizio l’architetto e presidente della Triennale Stefano Boeri e altri cinque professionisti – tra cui il docente del Politecnico Paolo Cino Zucchi, Pier Paolo Tamburelli, Angelo Raffaele Lunati, Giancarlo Floridi e Andrea Caputo – con le accuse di turbativa d’asta e falso per la gara internazionale da 8,6 milioni di euro per la progettazione della Biblioteca europea dell’informazione e della cultura (Beic) di Porta Vittoria. Il processo inizierà il 7 aprile davanti alla seconda sezione del Tribunale di Milano.
Secondo l’inchiesta coordinata dai pm Giancarla Serafini, Paolo Filippini e Mauro Clerici del Nucleo Pef della Guardia di Finanza, i sei avrebbero violato l’anonimato previsto dal bando e i meccanismi anti-conflitto d’interesse, entrando in contatto con i partecipanti nelle fasi immediatamente precedenti all’aggiudicazione del 5 luglio 2022.
Le indagini citano incontri e conversazioni tra Boeri, Zucchi e i progettisti Tamburelli, Lunati, Floridi e Caputo tra il 23 giugno e la sera del 4 luglio, a meno di 24 ore dalla decisione finale, che ha visto vincere la cordata Baukuh-Onsitestudio-Sce Project (Tamburelli-Lunati-Floridi) e terza classificata la cordata di Caputo.
Nel gennaio 2025 la Procura aveva chiesto gli arresti domiciliari, sostituiti dal gip Luigi Iannelli con interdittive: divieto di partecipare a commissioni giudicatrici, di concludere contratti pubblici e sospensione parziale dall’insegnamento universitario. Le misure miravano a prevenire violazioni dell’anonimato, giudicate facili da compiere “con modalità smaccate”.
Non si è costituita parte civile nessuna delle cordate di architetti esclusa dal novero dei progetti vincitori. Nell’udienza preliminare né il Comune di Milano, la Fondazione Beic o le altre cordate di architetti escluse dal novero dei progetti vincitori si sono costituti come parte civile. Zucchi, 70 anni, ha dichiarato di aver sempre agito con rigore e correttezza, promettendo di non partecipare più a giurie, e attende che si chiariscano i fatti contestati.









