“L’ho fatto io!“, afferma Donald Trump indicando il prezzo dei carburanti che, in Italia, ha superato, ormai da mesi, i 2 euro al litro. “Con il mio supporto!“, gli risponde Giorgia Meloni. Non si tratta di un talk show, ma degli adesivi affissi da volontarie e volontari di Greepeace Italia sulle pompe di carburante in tutta Italia.
Gli attivisti denunciano quelle che ritengono le responsabilità di Meloni e Trump nell’aumento dei prezzi di benzina e diesel, causato a loro dire dall’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran. Gli attivisti denunciano inoltre come l’ultimo provvedimento del governo Meloni, varato lo scorso 22 maggio, tagli ancora una volta le accise in via emergenziale senza affrontare strutturalmente la dipendenza dalle fonti fossili né tassare chi sta facendo profitti record grazie alle guerre.
«Mentre famiglie, lavoratori e imprese subiscono gli effetti della crisi energetica ed economica, il governo italiano opta per soluzioni tampone che non risolvono il problema, prolungano ancora la nostra dipendenza dai combustibili fossili e rinviano la transizione energetica, unica via di uscita per questa crisi», dichiara Simona Abbate, campaigner Clima di Greenpeace Italia. «Da inizio marzo il governo ha speso 1,8 miliardi di euro per contenere i prezzi del carburante, soldi che andrebbero investiti nelle vere priorità del Paese come la sanità pubblica e la transizione energetica».