Il Ministero della Giustizia accelera sul fronte del contrasto al sovraffollamento carcerario con il lancio, previsto per il prossimo 10 aprile, della gara d’appalto per la realizzazione di moduli prefabbricati destinati ad ampliare gli istituti penitenziari. L’iniziativa, che prevede in una prima fase la costruzione di 1.500 unità abitative, con un’installazione sperimentale di 400 moduli, ha già acceso un vivace dibattito politico e sindacale.
Sopralluoghi tecnici sono stati effettuati nei penitenziari di Opera e Voghera, indicati come possibili siti per l’avvio del piano.
La soluzione dei moduli prefabbricati, già sperimentata in altri Paesi europei, punta a velocizzare i tempi di realizzazione rispetto alle costruzioni tradizionali. L’obiettivo dichiarato dal governo, attraverso l’operato del Commissario straordinario Marco Doglio, è di dare concretezza al programma di edilizia penitenziaria annunciato, che include anche la riconversione di caserme dismesse, come già avviato a Grosseto.
Il fulcro delle polemiche, però, si concentra sulle caratteristiche delle nuove celle. Secondo quanto riferito da esponenti del Partito democratico, che citano una presunta relazione tecnica illustrativa del progetto, ogni modulo dovrebbe ospitare quattro detenuti in una superficie complessiva di trenta metri quadri, inclusi i servizi igienici di circa tre metri quadri.
I senatori dem esprimono forti dubbi sul rispetto delle norme costituzionali in materia di dignità della persona e sicurezza, ritenendo gli spazi «assolutamente inadeguati» e insufficienti a garantire le necessità dei detenuti, compresi gli effetti personali. Ulteriori criticità vengono sollevate in merito agli spazi comuni, con soli trenta metri quadri previsti per 24 detenuti e il personale penitenziario per attività di socialità, fisica e biblioteca, unitamente alla mancanza di riferimenti progettuali per l’impianto antincendio e alla destinazione dei diversi tipi di detenuti.
Durissima la reazione della senatrice di Alleanza verdi e sinistra (Avs), Ilaria Cucchi, che ha definito i moduli «celle container, cubi di cemento roventi d’estate e freddi d’inverno», denunciando una «disumanità vergognosa» e una politica «repressiva e miope». Cucchi ha inoltre contestato i costi dell’operazione, stimando un investimento di trentadue milioni di euro per 384 posti, pari a circa ottantatremila euro a detenuto.
Anche i rappresentanti del Movimento 5 stelle nelle commissioni Giustizia hanno espresso forti perplessità, sottolineando la scarsa trasparenza sull’operato del Commissario straordinario a otto mesi dal decreto carceri e definendo i previsti «cubi di cemento» inadeguati, riprendendo le valutazioni di esperti e polizia penitenziaria.