La fiammata del costo industriale dei carburanti sta di fatto neutralizzando l’intervento fiscale dello Stato. Sebbene il taglio nominale delle accise ammonti a 24,4 centesimi di euro, il calo reale registrato alla pompa è decisamente inferiore: il gasolio è sceso mediamente di soli 12,7 centesimi rispetto ai livelli pre-decreto, mentre la benzina si è fermata a una riduzione di 15 centesimi.
Questo scollamento indica che i rincari alla produzione hanno già «mangiato» circa metà del beneficio destinato ai cittadini. I dati giornalieri confermano l’inversione di tendenza: tra sabato e domenica il diesel ha subito aumenti diffusi, mentre per la verde si è registrata un’unica, simbolica riduzione di 0,1 centesimi in Molise. Il Codacons sottolinea come questo trend sottragga già 5,85 euro di risparmio potenziale su ogni pieno di gasolio.
La mappa dei rincari
La risalita dei listini è evidente in tutto il Paese, con punte critiche in alcune regioni. Il prezzo medio del gasolio si attesta oggi a 1,976 euro al litro, ma in Campania, Calabria e Molise il «self» sfiora pericolosamente la soglia psicologica dei 2 euro. Scenario ancora più pesante sulla rete autostradale, dove il diesel ha già sfondato tale tetto posizionandosi a 2,045 euro/litro. Per quanto riguarda la benzina, la Basilicata guida la classifica dei rincari con una media di 1,747 euro al litro. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, è drastico: «La tregua è durata solo tre giorni, i prezzi sono tornati a salire ovunque».
Dilemma proroghe
Con la scadenza del decreto fissata per l’8 aprile, il rischio di un ritorno immediato a prezzi record è concreto. La Banca Centrale Europea suggerisce cautela, invitando all’adozione di misure mirate e temporanee per non alimentare ulteriormente l’inflazione. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, si trova davanti a un complicato gioco d’incastri finanziari per reperire le risorse necessarie a una possibile proroga. Nel frattempo, cresce la pressione delle categorie escluse: se autotrasporto e pesca hanno beneficiato dei primi aiuti, il comparto agricolo lamenta una forte penalizzazione che rischia di ribaltarsi a cascata sui prezzi della filiera alimentare.
Energia e sicurezza
Il dibattito politico si intreccia con il «decreto bollette», pronto a riprendere l’iter parlamentare. Al momento, la misura cardine per le famiglie è un bonus di 115 euro destinato ai nuclei meno abbienti, ma non si esclude un potenziamento dell’assegno. Parallelamente alla gestione dei prezzi, il Governo punta sulla sicurezza degli approvvigionamenti. In quest’ottica si inserisce la visita della premier Giorgia Meloni in Algeria, partner strategico per incrementare le forniture di gas e ridurre la dipendenza dai mercati instabili. Sul fronte interno, la vigilanza resta alta: oggi la Commissione Allerta Rapida si riunisce al Mimit per analizzare le dinamiche speculative e valutare l’impatto del caro-materie prime sull’intera economia nazionale.