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Caos Biennale, Giuli sfiducia la rappresentante Mic: la Russia all’esposizione d’arte a Venezia

Regna il caos alla Biennale di Venezia per la presenza della Russia alla 61esima Esposizione Internazionale d’Arte che si aprirà il 9 maggio 2026. Ieri il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha chiesto alla rappresentante del Mic nel Consiglio di amministrazione della Biennale, Tamara Gregoretti, «di rimettere il suo mandato essendo venuto meno il rapporto di fiducia», perché «non ha avvisato né della possibile presenza della Russia né del suo voto favorevole».

Ma Gregoretti non cede: «Sono serena e non ho intenzione di dimettermi, in quanto sono certa di muovermi in osservanza dello Statuto della Biennale di Venezia e dell’autonomia dell’istituzione, in base a cui i componenti del Cda non rappresentano coloro che li hanno nominati, né a essi rispondono». Il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, auspica «un ripensamento» mentre l’Unione europea si dice «pronta a verificare se la Biennale ha violato l’accordo di sovvenzione».

«La figuraccia del governo sulla Biennale è un capolavoro d’arte» afferma il segretario di +Europa, Riccardo Magi. A sostegno del presidente della Fondazione, Pietrangelo Buttafuoco, scendono in campo Pd e M5S mentre per Matteo Salvini «nella a cultura, così come nello sport, tuddi devono essere coinvolti e nessuno escluso».

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