Dieci persone sono morte e altre 27 sono rimaste ferite in una sparatoria avvenuta nella scuola media Tumbler Ridge in British Columbia, in Canada. A sparare sarebbe stata una donna che poi si è tolta la vita.
Un’allerta era stata diramata per un attentatore. Durante la perquisizione della scuola, la polizia ha trovato sei persone uccise a colpi d’arma da fuoco; una settima, ferita, è morta durante il trasporto in ospedale. Separatamente la polizia ha trovato altri due cadaveri a Tumbler Ridge, in un’abitazione a che si ritiene sia «collegata all’incidente».
Gli agenti hanno perquisito altre abitazioni e proprietà nella comunità per verificare se ci siano altri siti collegati all’incidente.
Darian Quist, uno studente della scuola di Tumbler Ridge, parlando all’emittente pubblica Cbc, ha raccontato che stava seguendo una lezione di meccanica, quando è stato comunicato che la scuola era entrata in lockdown per una sparatoria.
Inizialmente «non pensavo stesse succedendo nulla», ha raccontato. Poi però ha iniziato a ricevere foto «orribili» che mostravano la carneficina nell’istituto.
Quist ha spiegato di essere rimasto confinato per più di due ore fino a quando la polizia non ha fatto irruzione, ordinando a tutti di alzare le mani prima di scortarli fuori dall’edificio.
«Pensi che questo genere di cose non accada mai», ha detto commossa la madre di Darian, Shelley Quist, raccontando di aver abbracciato il figlio quando finalmente si sono riavvicinati dopo che la zona era stata dichiarata sicura. «Non gli staccherò gli occhi di dosso per un po’».
L’amministrazione cittadina ha affermato in un comunicato che «non ci sono parole per esprimere il dolore che la nostra comunità sta provando stasera».
Cordoglio per quanto accaduto esprime il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, che su X rivolge «il mio pensiero al Canada e ai morti e feriti della terribile sparatoria avvenuta in un liceo. Un atto di violenza che ha colpito vittime innocenti. Le mie condoglianze e quelle del Governo italiano al popolo canadese e alle famiglie delle vittime».