L’Europa sta affrontando un’ondata di calore senza precedenti che gli esperti definiscono una vera e propria emergenza sanitaria. Secondo l’Oms, il continente si sta riscaldando a una velocità doppia rispetto alla media globale, registrando oltre 1.300 decessi in una sola settimana. In Francia si stima già un migliaio di morti oltre la norma, mentre la Germania ha polverizzato il suo record storico toccando i 41,7 °C nel Brandeburgo.
In Italia la situazione è drammatica. A Bari, oggi da bollino rosso, un uomo di 75 anni è morto per un malore mentre faceva jogging. Il virologo Fabrizio Pregliasco avverte che la persistenza del caldo, anche notturno, impedisce all’organismo di recuperare, provocando un’impennata di ricoveri. Guido Bertolaso, assessore al Welfare in Lombardia, conferma che i pronto soccorso sono sotto stress, con accessi aumentati fino al 20%, e insiste sull’importanza cruciale dell’idratazione e della protezione dei bambini. Di fronte a questo scenario, il deputato Angelo Bonelli ha chiesto al governo di dichiarare lo stato di emergenza nazionale per la crisi climatica.
Per contrastare il “killer silenzioso”, le città italiane hanno moltiplicato i “rifugi climatici”. Bologna, Firenze e Genova hanno aperto biblioteche e musei climatizzati, offrendo anche ingressi gratuiti alle piscine per gli anziani. A Roma la Protezione civile ha installato maxi nebulizzatori nei luoghi storici, mentre a Verona è stata parzialmente chiusa la Casa di Giulietta. A Napoli, con allerta di livello 2, il Comune ha attivato una Centrale Operativa Sociale con équipe mobili, e la Curia ha aperto le chiese del centro storico per dare refrigerio ai senzatetto. Intanto l’allerta resta massima: per domani l’Emilia-Romagna ha confermato il bollino rosso, mentre il Veneto e la Campania restano in allerta per temperature ben sopra la media.
