Due caccia dell’Aeronautica militare polacca sono decollati d’urgenza per intercettare un aereo da ricognizione russo, un Ilyushin Il-20, individuato a 30 chilometri a nord di Leba. L’episodio è stato reso noto su X dal ministro della Difesa di Varsavia, Władysław Kosiniak-Kamysz: «La Russia ha testato nuovamente i nostri sistemi di deterrenza e difesa aerea», ha dichiarato, precisando che non vi è stata alcuna violazione dello spazio aereo nazionale.
L’intercettazione s’inserisce in un contesto globale sempre più critico. Secondo un’analisi del Wall Street Journal, l’asimmetria strategica tra Mosca e Kiev sta spingendo il Cremlino ad ampliare la propria campagna di attacchi informatici, sabotaggi e operazioni ibride contro i Paesi europei che sostengono l’Ucraina. Se Kiev garantisce la propria sopravvivenza economica e logistica grazie alle spalle coperte dagli alleati occidentali – con 105 miliardi di dollari di aiuti approvati quest’anno e linee produttive della difesa avviate in Europa –, la Russia deve sostenere direttamente i costi del conflitto, subendo l’impatto dei raid su raffinerie e depositi.
Priva di alleati capaci di bilanciare il peso della NATO, Mosca intensifica le azioni ombra: dai droni esplosivi alle interferenze sulle ferrovie polacche. Come evidenziato da analisti e funzionari dell’Alleanza Atlantica, la propensione al rischio del Cremlino sta aumentando, alimentando il timore di possibili attacchi dimostrativi verso le infrastrutture logistiche europee.
