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Blitz israeliano in alto mare, le navi della Flotilla fermate al largo di Creta. Gli attivisti: «È pirateria»

Sono almeno 22 le navi della Global Sumud Flotilla intercettate e bloccate dalla Marina israeliana al largo di Creta, in acque internazionali, mentre tentavano di dirigersi verso la Striscia di Gaza.

L’operazione, confermata da fonti della sicurezza israeliana e dal tracker nautico degli attivisti, è scattata nella tarda serata di mercoledì a circa 960 chilometri dalla destinazione, coinvolgendo anche l’imbarcazione italiana “Bianca”.

Il ministero degli Esteri ha attivato immediatamente l’Unità di crisi e le ambasciate di Tel Aviv e Atene. Il ministro Tajani ha chiesto chiarimenti formali alle autorità israeliane e greche per definire i contorni dell’operazione e garantire la tutela dei cittadini italiani imbarcati.

L’attacco in acque internazionali

Secondo le testimonianze raccolte dalla portavoce della missione, Maria Elena Delia, le navi sono state affiancate da motoscafi militari che hanno interrotto le comunicazioni satellitari.

Sotto la minaccia di armi d’assalto e laser, ai partecipanti sarebbe stato ordinato di spostarsi a prua. Gur Tsabar, addetto stampa della Flotilla, ha denunciato ad Al Jazeera la gravità dell’azione: «Si tratta di pirateria: il sequestro illegale di civili in alto mare. Israele non ha alcuna giurisdizione in queste acque e il silenzio dei governi equivale a complicità».

La replica di Israele

Il governo israeliano ha giustificato l’intervento definendo la missione una «provocazione orchestrata da Hamas» per destabilizzare i piani di pace. Il ministro della Difesa, Israel Katz, ha invocato la legge antiterrorismo per autorizzare il sequestro dei beni, mentre il ministero degli Esteri ha diffuso su X un video che mostrerebbe droga e profilattici rinvenuti a bordo, liquidando il carico umanitario come una «trovata pubblicitaria».

La situazione della flotta

Al momento, il bilancio dell’intercettazione vede la flotta frammentata. Ventidue navi risultano ferme sotto il controllo israeliano a ovest di Creta, 36 imbarcazioni sono ancora in navigazione verso la costa meridionale dell’isola greca mentre due unità hanno invertito la rotta puntando verso la Grecia continentale.

A Bari, gli attivisti hanno indetto un presidio d’urgenza per denunciare la violazione del diritto internazionale e chiedere il rilascio immediato dei volontari e degli aiuti, composti da medicinali e cibo per la popolazione civile.

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