Il Consiglio dei ministri ha approvato una nuova proroga fino al 5 settembre per lo sconto di 17 centesimi sulle accise del gasolio, dal costo complessivo di circa 130 milioni di euro. L’intervento, giunto al settimo provvedimento tampone per fronteggiare i rincari del controesodo estivo, lascia tuttavia invariata la tassazione sulla benzina. Per il futuro, l’Esecutivo punta a superare i decreti d’urgenza introducendo nuovi sostegni selettivi per il carburante, calibrati direttamente sulle fasce di reddito delle famiglie.
La misura ha subito scatenato forti proteste. Per il Codacons si tratta di «un intervento annacquato che scontenta tutti: la montagna ha partorito il topolino». L’associazione sottolinea come il solo gasolio sia aumentato di circa 24 centesimi da inizio luglio (+12 euro a pieno), rendendo il contributo governativo del tutto insufficiente; contestualmente, la mancanza di aiuti sulla benzina penalizza 17 milioni di automobilisti, con i listini autostradali che superano i 2,1 euro al litro. Confesercenti calcola che l’aggravio sui rifornimenti di luglio e agosto abbia pesato per 1,8 miliardi complessivi sulle tasche degli italiani, registrando un +21% di spesa rispetto al 2025.
Critiche severe giungono anche dalle opposizioni (Pd, M5S, AVS e IV), che accusano il Governo di immobilismo e chiedono interventi strutturali finanziati dalla tassazione degli extraprofitti aziendali. Un tema che spacca la stessa maggioranza: se la Lega spinge per un contributo di solidarietà a carico degli istituti bancari, Forza Italia frena decisamente rifiutando ogni prelievo forzoso straordinario. FdI difende invece l’operato dell’Esecutivo, parlando di polemiche strumentali e ricordando come i prezzi italiani restino in linea con la media europea.
