Trump torna ad attaccare l’Italia, dopo la visita del suo segretario di Stato Rubio a Roma per tentare di ricucire col Vaticano e con il governo Meloni dopo le precedenti bordate del presidente Usa.
Lo sfogo
In una telefonata esclusiva con il Corriere della Sera, a una domanda sulla premier Meloni, The Donald ha ribadito: «L’Italia non c’era quando avevamo bisogno di lei. E io ci sono sempre stato per l’Italia, così il mio Paese». All’osservazione che Roma potrebbe fornire dragamine dopo il cessate il fuoco in Iran, il tycoon ha interrotto la giornalista del Corsera ripetendo ancora una volta: «L’Italia non c’era quando ne avevamo bisogno».
Un riferimento al mancato appoggio alla guerra di Usa e Israele contro Teheran e al diniego della base di Sigonella. Nella telefonata il commander in chief non ha voluto commentare lo spostamento di truppe dalla Germania, potenzialmente verso il fronte orientale della Nato, mentre ha confermato che «sta ancora prendendo in considerazione» di spostare truppe dalle basi italiane. Alla domanda sul perché abbia postato nei giorni scorsi su Truth un’intervista di febbraio a Salvini (incentrata sull’assoluzione per la gestione dei migranti nel processo Open Arms), quasi a minacciare di poter cambiare il cavallo su cui puntare nella coalizione governativa italiana, il presidente ha replicato così: «Perché lo ritenevo appropriato».
Insomma, un altro siluro all’ambizione italiana di fare da ponte transatlantico nell’era Trump, benché Meloni sembri volersi affrancare sempre di più da questo ruolo dopo il conflitto in Iran, anche per le potenziali ricadute elettorali negative associate alla figura e alle azioni del tycoon.
Di Donald non ci si può fidare perché mette nei guai amici e alleati: nel caso dell’Iran, non solo non li ha consultati ma neppure avvertiti e ora pretende che intervengano in una guerra che sta danneggiando l’economia globale. È la linea ribadita anche da Rubio nella visita a Palazzo Chigi, come ha spiegato lui stesso in un punto stampa all’ambasciata Usa a Roma, lamentandosi del mancato appoggio degli alleati in Iran che potrebbe costare loro il ritiro di truppe Usa: «Uno dei vantaggi dell’essere nella Nato è che ci consente di avere forze dispiegate in Europa. Ma abbiamo avuto una situazione di emergenza e alcuni Paesi europei, come ad esempio la Spagna, ci hanno negato l’uso di quelle basi per una contingenza molto importante».