Una doppia offerta di scambio su Banca Generali e Banco Bpm del controvalore complessivo di 34 miliardi di euro, di cui 8,7 miliardi per la controllata del Leone e 25,3 miliardi per l’istituto guidato da Giuseppe Castagna. Con l’obiettivo, dice l’ad di Mps, Lovaglio, di «creare valore attraverso l’integrazione» e «non il break-up» della rete del Monte, come invece minaccia di fare l’opas di Intesa Sanpaolo.
Mps prova a resistere a Ca’ de Sass con una mossa ardita, che punta a integrare in un colpo Banco Bpm, dopo le sfumate nozze consensuali, e la rete di consulenti di Banca Generali, con l’obiettivo di aumentare penetrazione commerciale e territoriale, ampliare le fabbriche prodotto e aumentare il contributo ai ricavi di wealth management, advisory e asset management, attività redditizie e a basso consumo di capitale.
«Un progetto industriale coerente», lo definisce Lovaglio, che punta alla «creazione di un campione nazionale nel settore bancario, della consulenza finanziaria e del wealth management», la cui «unicità» deriva sì «dalle dimensioni» – la banca sarebbe la «seconda» in Italia per filiali e impieghi e l’ottava in Europa con una capitalizzazione di Borsa «di circa 80 miliardi» – ma anche dalla capacità di «mettere insieme competenze che coesistono in pochissimi gruppi bancari in Italia».
Le reazioni
Fonti vicine a Generali fanno sapere che la compagnia triestina non si oppone in linea di principio all’offerta di scambio annunciata da Mps per Banca Generali e la analizzerà attentamente e senza pregiudizio. La Borsa è scettica, alla luce dei molti ostacoli che il piano deve affrontare. Gli analisti di Kepler gli riconoscono «logica strategica e finanziaria» ma evidenziano i rischi legati all’assenza di «un sostegno» preventivo di Credit Agricole, di Generali e dei grandi soci del Monte. A Piazza Affari Mps ha così perso l’1,3%, Banca Generali il 2%, Bpm lo 0,4% mentre l’opas di Intesa (-0,7%) continua a viaggiare a premio sul Monte.
L’ops su Banco Bpm offre ai soci di Piazza Meda 1,567 azioni Mps per ogni loro titolo, senza alcun premio, mentre quella su Banca Generali offre un premio del 10% e 6,958 azioni Mps.
Le offerte
Le due offerte, autonome una dall’altra, sono accompagnate da una maxi-cedola di 4 miliardi, per 3 miliardi in azioni Generali, pari al 4,5% del capitale, e per un miliardo in contanti, per un controvalore di 1,208 euro ad azione. Le ops, il dividendo e la fusione con Mediobanca saranno sottoposte al voto dell’assemblea del Monte il 29 ottobre.
