I prezzi tornano a correre, con il carrello della spesa che tira la volata consegnando un dato di febbraio in deciso rialzo. Con il timore che possa essere il primo di una nuova fiammata. Con le feste di Pasqua alle porte, i consumatori già vedono il rischio di una prossima stangata a tavola e non solo. Mentre con l’escalation in Medio Oriente sale l’allarme anche per un’ondata di rincari, a partire da energia e carburanti. Vanno all’attacco anche le opposizioni.
Il rapporto dell’Istat
I dati provvisori dell’Istat segnano un balzo dell’inflazione italiana a febbraio all’1,6% su base annua (da +1% di gennaio) e allo 0,8% su base mensile. Nell’Eurozona fa peggio e sale all’1,9% (dall’1,7% di gennaio), secondo la stima flash di Eurostat. L’Italia resta dunque sotto la media dei 21 Paesi dell’area, ma i timori sulla tenuta del potere d’acquisto restano. Il carrello della spesa nazionale, che raggruppa i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona, registra una crescita annua più alta e pari al 2,2% (da +1,9% di gennaio). Tra tutte le voci, corrono i prezzi dei servizi di alloggio (+10,3%) e del trasporto aereo (+10,4%), mentre tra i beni svettano gli alimentari non lavorati (+3,6%) e i tabacchi (+4,2%) con gli aumenti scattati di recente.
I rincari a doppia cifra per gli alberghi e le strutture vacanza e per i voli sono effetto delle Olimpiadi Milano Cortina, diventate, denuncia il Codacons, «l’occasione per speculare, aumentando i listini in tutto il comparto turistico». All’opposto a febbraio si amplia la flessione dei prezzi degli energetici (-6,6%). Un andamento che però potrebbe essere presto archiviato. Il conflitto in Medio Oriente e la chiusura dello stretto di Hormuz decisa dall’Iran sta già determinando ripercussioni sul trasporto delle merci e sulle quotazioni di petrolio e gas.
Per Confesercenti «un eventuale shock energetico legato al conflitto potrebbe portare l’inflazione annuale tra il 2,4 e il 3%, un’accelerazione che avrebbe un grave impatto su consumi e potere d’acquisto». Intanto, il rialzo dei prezzi «desta forte preoccupazione soprattutto in vista delle prossime festività di Pasqua», avverte Assoutenti, calcolando che già con questo livello di inflazione i rincari per cibo e bevande analcoliche si traducono in un aggravio da 241 euro annui per una famiglia con due figli.
Per Confcommercio il rialzo dell’inflazione non dovrebbe suscitare, «al momento, particolari preoccupazioni», ma «qualche timore sulle prospettive inflazionistiche legate ai costi dell’energia nasce dall’inasprirsi della situazione internazionale». Dal fronte politico sale l’attacco delle opposizioni. «L’Italia non cresce e i cittadini stanno pagando il conto di un rigore che non ha risanato i conti, ma ha solo impoverito il Paese», sostiene la vicepresidente dei senatori Pd, Beatrice Lorenzin.
L’Istat «smonta la narrazione costruita in questi mesi da Meloni. Con il carovita e la guerra il governo è al capolinea», attacca il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli.