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Aumenta il livello della percezione della corruzione nel pubblico: «Mancano leggi su lobbying e conflitto d’interessi»

Aumenta sempre più in Italia e nel resto del mondo il livello di percezione della corruzione nel settore pubblico, anche in quelle che vengono definite le «democrazie più consolidate».

A tradurre queste considerazioni in punteggi è l’Indice in materia pubblicato da Transparency International che conferma la 52esima posizione dell’Italia nella classifica globale, su 182 Paesi e territori nel mondo, e la 19esima nell’Unione Europea. Tra gli Stati dell’Ocse è 31esima su 38.

Da 54 nel 2024 a 53 nell’ultima edizione, in una scala che va da 0 (alto livello di corruzione percepita) a 100 (basso livello). Un punteggio, quello nazionale, che lo scorso anno aveva subito la prima inversione di tendenza dal 2012, dopo una crescita durata tredici anni.

Secondo Transparency International il sistema di prevenzione della corruzione italiano risentirebbe delle ripercussioni dell’indebolimento delle misure anticorruzione, tra cui la depenalizzazione dell’abuso di ufficio. A incidere è anche «la mancanza di una legge organica sul lobbying» e di «una regolamentazione complessiva sul conflitto di interessi». M.E.M.

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