L’attacco su larga scala ordinato dal presidente Donald Trump in Venezuela segna una svolta radicale negli equilibri geopolitici: il blitz ha portato alla cattura del leader Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores, sulla cui incolumità e sul cui trasferimento forzato a New York si concentrano ora i riflettori internazionali.
L’operazione “Absolute Resolve”
L’intervento militare è scattato alle 22:46 di venerdì 3 gennaio, protraendosi per circa due ore e venti minuti. L’azione ha visto l’impiego di oltre 150 velivoli, inclusi caccia Stealth ed elicotteri Chinook. Sotto il comando del capo dello Stato maggiore congiunto Dan Caine, le forze speciali della Delta Force e i “Night Stalkers” hanno fatto irruzione a Caracas approfittando di un blackout strategico.
Nicolás Maduro e la consorte sono stati sorpresi all’interno della loro residenza privata; i due non hanno opposto resistenza e sono stati immediatamente imbarcati sulla nave Iwo Jima.
Donald Trump ha successivamente confermato l’esito dell’operazione su Truth alle 4:22 del mattino, diffondendo immagini di Nicolás Maduro bendato e ammanettato.
Obiettivi energetici e geopolitici
Oltre alle accuse di narcotraffico e terrorismo, il tycoon ha esplicitato l’intenzione di assumere il controllo delle risorse energetiche venezuelane. «Le nostre aziende petrolifere sbarcheranno nel Paese e ricostruiranno l’infrastruttura», ha dichiarato il presidente da Mar-a-Lago, rivendicando l’influenza statunitense attraverso una moderna applicazione della Dottrina Monroe. L’obiettivo dichiarato è sottrarre il controllo dei flussi di greggio a nazioni quali Russia, Cina, Iran e Cuba.
Reazioni e controversie legali
Sul fronte interno, la Procura di New York si prepara a formalizzare le incriminazioni già lunedì prossimo. Tuttavia, l’azione ha sollevato pesanti critiche bipartisan. I Democratici hanno definito il blitz “illegale” e un atto di guerra unilaterale. La base Maga ha espresso forte dissenso, vedendo nell’operazione un tradimento delle promesse isolazioniste. Il Congresso lamenta di essere stato bypassato; la Casa Bianca ha risposto citando i poteri presidenziali previsti dall’articolo 2 della Costituzione.
Mentre la vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez si è detta disposta a collaborare per la transizione, Donald Trump ha scartato l’ipotesi di affidare la guida ad interim alla leader dell’opposizione María Corina Machado, sostenendo che non godrebbe di sufficiente rispetto interno.
Sul piano internazionale, l’Onu e i principali alleati di Caracas hanno condannato duramente l’intervento, mentre la Colombia ha schierato l’esercito ai confini per gestire il possibile esodo di profughi.