«Quello che succederà non lo sappiamo, può darsi che ci sarà un’altra sorpresa, speriamo di no e che tutto sia finito qua». È l’auspicio di Carlos Villino, presidente dell’associazione nazionale italiani nel mondo per il Venezuela e l’America e corrispondente del network dei giornali online della stessa associazione, oltre che presidente del comitato degli italiani all’estero della circoscrizione di Caracas dove vivono circa 125mila connazionali con doppio passaporto.
Villino è originario di Noci, in provincia di Bari, e in un video diffuso dalla pagina Facebook “Radici“, il quotidiano online dedicato agli italiani all’estero, afferma: «Vediamo se possiamo ritornare alla vita normale al più presto possibile. Tutti i circoli e i club italo venezuelani hanno preso la decisione di restare chiusi nella giornata di oggi per analizzare la situazione».
Villino evidenzia che «c’è una attesa calma. So che nei supermercati ci sono delle compere nervose per ciò che può succedere però la vita continua e il governo sta prendendo delle decisioni in modo che la vita dei venezuelani possa ritornare alla normalità».
Il presidente dell’Associazione nazionale italiani nel mondo per il Venezuela e l’America racconta che «stanotte e stamattina è accaduto qualcosa che non ci si aspettava o che non ci si aspettava in quella proporzione. I bombardamenti più forti sono stati a Caracas e ci hanno svegliato tutti in una maniera impressionante: sono stati attaccati o bombardati punti strategici di Caracas e La Guaira che è l’aeroporto vicino a Caracas, e poi un altro aeroporto a 40 minuti e un altro a un’ora e mezza dalla capitale, fino alle 3 del mattino. Poi è arrivata una sorta di attesa calma, sentivamo soltanto rumori di aerei che volavano nello spazio aereo ma non ci sono stati nuovi bombardamenti. Al mattino presto, verso le 7:30-8 – continua Villino – la vicepresidente della Repubblica ha informato che non si sapeva dove erano il presidente Maduro e la moglie. Poi sono usciti i tweet e le informazioni del presidente Trump che diceva che l’avevano preso. Adesso proprio in questo momento, sono all’incirca le 9-10 del mattino – prosegue Villino – a Caracas la situazione è calma e c’è pochissima gente per strada. Non so cosa possa cambiare, perché il governo ha il controllo totale della situazione: così hanno detto la vicepresidente, il ministro della difesa e il ministro dell’interno».
Villino nel video dice di non aver avuto contatti, fino a quel momento, con qualcuno della Puglia, la sua terra di origine, ma di aver sentito solo alcuni familiari. In Italia, infatti, vivono zii e cugini. «Ho avuto contatti con il consigliere generale degli italiani all’estero rappresentante in Venezuela, Antonio Iachini che sta adesso in Italia, mi ha chiamato due volte lungo la notte per sapere come andava la situazione. Mi ha chiamato Mariano Gazzola, che è il segretario del consiglio generale gli italiani all’estero per l’America, per lo stesso motivo. Spero e credo che nessuno di noi dei connazionali siamo in situazioni complicate. Alla fine tutti stiamo in casa tranquilli aspettando cosa succederà e quali sono le decisioni e le misure che prenderà il governo per continuare con la nostra vita normale».