Svolta giudiziaria nelle indagini sulle due missioni della Global Sumud Flotilla: la Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati una dozzina di vertici politici e militari israeliani con pesanti accuse che vanno dalla tortura al sequestro di persona. Tra i nomi principali figurano il ministro della Difesa Israel Katz e il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir, ritenuti responsabili insieme ai vertici delle forze armate e della polizia dell’intera operazione di abbordaggio e gestione dei fermati.
Gli accertamenti condotti dal Ros Reparto Antiterrorismo hanno ricostruito gli abbordaggi navali avvenuti in acquee internazionali in palese violazione del diritto marittimo, con la successiva distruzione delle apparecchiature di comunicazione e il sequestro dei dispositivi elettronici degli attivisti. La Procura contesta inoltre la sistematicità dei trattamenti degradanti patiti dai partecipanti durante il trasporto verso il porto di Ashdod e la permanenza nel carcere di Ktzi’ot: accertati casi di percosse, minacce di morte, privazione del sonno, mancata somministrazione di cibo e cure mediche, oltre alla totale assenza di assistenza legale o diplomatica. L’inchiesta italiana si intreccia con analoghi procedimenti in corso in altri Paesi europei coordinati tramite Eurojust.
