di Enrica Battifoglia e Elisa Buson
Una manovra decisiva che ha immesso la navetta Orion sulla rotta per la Luna, il fascino della Terra vista dallo spazio che ha incantato gli astronauti al punto di dimenticare il pranzo e un pò di esercizio fisico: è stata una giornata intensa, la seconda della missione Artemis II. E’ iniziata molto presto per i quattro dell’equipaggio. A 25 ore dal lancio, avvenuto alle 00,35 italiane del 2 aprile, il comandante Reid Wiseman, conVictor GloverChristina Koch e Jeremy Hansen hanno iniziato a lavorare a una delle manovre più importanti della missione, chiamata manovra di inserzione translunare (Tli).
La navetta Orion ha acceso il motore principale del Modulo di servizio europeo (Esm) per circa sei minuti, generando una spinta di 2.700 chilogrammi che ha fatto passare la navetta dall’orbita ellittica che aveva percorso fino ad allora in un’orbita circolare. In questo modo il veicolo è stato immesso nella traiettoria che, dopo un viaggio di tre giorni, la porterà nell’or – bita lunare e che, nello stesso tempo, permetterà alla navetta di sfruttare la gravità della Luna per avere la spinta necessaria al volo di rientro. La manovra di inserzione translunare «è stata un successo», ha detto il canadese Hansen durante il collegamento con il centro di controllo della Nasa a Houston. Unico inconveniente, rapidamente risolto, è stata un’interruzione delle comunicazioni con la Terra.
Una volta spento il motore, i centri di controllo a Terra hanno iniziato le verifiche su pressione deiv serbatoi di carburante, temperature e prestazioni del sistema. «Stiamo raccogliendo dati cruciali e imparando da ogni passo», ha detto Lori Glaze, responsabile della Nasa a interim per i sistemi di esplorazione. «Ogni traguardo raggiunto – ha detto ancora – segna un progresso significativo sul percorso futuro del programma Artemis». Una volta in viaggio verso la Luna, gli astronauti hanno finalmente avuto il tempo di guardare fuori dai due finestrini panoramici di Orion: «stiamo ammirando una vista meravigliosa del lato al buio della Terra, illuminato dalla Luna. E’ fenomenale. Nessuno di noi riesce a pranzare perché siamo incollati ai finestrini, stiamo scattando foto», ha detto ancora Hansen.
«Sono io l’idraulico spaziale», ha detto scherzosamente Christina Koch, rispondendo a una domanda suchi avesse riparato la toilette di Orion dopo il lancio. «Sono orgogliosa di definirmi l’idraulico spaziale», ha aggiunto, perché il bagno «è probabilmente la parte più importante della nostra attrezzatura a bordo, quindi abbiamo tirato tutti un sospiro di sollievo quando abbiamo capito che funzionava». Gli astronauti hanno avuto anche un po’ di tempo da dedicare all’esercizio fisico, utilizzando la struttura predisposta nella navetta, simile a uno yo-yo, per fare esercizi aerobici come il canottaggio, sia movimenti di resistenza come squat e stacchi da terra.
Hanno anche sperimentato Avatar (A Virtual Astronaut Tissue Analog Response) lo strumento che misura gli effetti delle radiazioni cosmiche sul corpo umano utilizzando organi su chip. Infine, un po’ di tempo per pranzare, scegliendo fra maccheroni al formaggio, tortillas, cinque tipi di salse piccanti, quiche di verdure, couscous, macedonia di frutta tropicale, budino, biscotti e caffè. A bordo sono disponibili 189 prodotti tra alimenti e bevande, tutti selezionati tenendo conto della durata di conservazione, della sicurezza alimentare, del valore nutrizionale, delle preferenze dell’equipaggio e della compatibilità con la massa, il volume e i requisiti di energia della capsula Orion