Adesione media del 70% per lo sciopero nazionale dei lavoratori di Apple Retail Italia, incrociando le braccia proprio nel giorno del debutto sul mercato dei nuovi iPhone 18 e 18 Pro, in attesa del modello Duo previsto per il 23 settembre. La protesta, proclamata da Fisascat Cisl insieme a Filcams Cgil e Uiltucs per l’intero turno di lavoro, ha visto presidi davanti ai 17 punti vendita italiani coinvolgendo oltre 1.600 dipendenti. Particolarmente partecipato il presidio autorizzato a Roma in piazza Capranica, a pochi passi dal flagship store di via del Corso.
Al centro della mobilitazione c’è il forte contrasto tra gli eccezionali risultati economici della multinazionale — con profitti in continua crescita e una capitalizzazione globale da 5.000 miliardi di dollari — e le condizioni operative degli store. I sindacati denunciano organici insufficienti, ritmi di lavoro sempre più serrati e mansioni sempre più promiscue. “Apple non può celebrare i profitti e ignorare chi li rende possibili”, ha sottolineato Francesco Muci della Fisascat Cisl nazionale.
La trattativa svoltasi a fine luglio non ha soddisfatto le rappresentanze dei lavoratori: l’azienda ha infatti proposto solo un aumento di contratti a termine, misura ritenuta inadeguata a fronte di esigenze palesemente strutturali. Nonostante l’aumento dei buoni pasto a 10 euro ottenuto ad agosto, le sigle chiedono un piano condiviso di assunzioni stabili, la stabilizzazione dei precari e l’incremento orario su base volontaria per i part-time. Con l’imminente picco di vendite legato ai nuovi dispositivi, la pressione sui dipendenti è destinata ad aumentare. I sindacati confermano quindi lo stato di agitazione, dichiarandosi pronti a nuove azioni di sciopero se il gruppo non aprirà a impegni concreti sulla qualità del lavoro.
