Un cittadino peruviano di 39 anni è morto, stamattina, al Policlinico di Milano dopo essere stato immobilizzato e aggredito all’interno dell’appartamento in cui viveva in via Ghini.
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo è stato colto da un violento scoppio d’ira, presumibilmente causato dall’assunzione di cocaina, poi rinvenuta tra i suoi effetti personali.
Nel delirio, il 39enne avrebbe tentato di picchiare e mordere i presenti. Per contenerlo e renderlo inoffensivo, i suoi coinquilini lo hanno bloccato a terra, infilandogli uno straccio in bocca. Una mossa che si è rivelata fatale: all’arrivo del 118 l’uomo era già in condizioni disperate.
La svolta è arrivata poche ore dopo il decesso. Cinque dei dieci coinquilini presenti in casa, tutti connazionali, regolari e incensurati – di età compresa tra i 26 e i 50 anni – sono stati arrestati dai carabinieri con l’accusa di omicidio volontario.
Per gli inquirenti si profila l’ipotesi di dolo eventuale: gli arrestati, pur avendo agito per difendersi e senza la volontà diretta di uccidere, avrebbero accettato il rischio di soffocare l’uomo nel tentativo di contenerne la furia
