È morta a 78 anni, a Roma, Maria Rita Parsi, psicoterapeuta sempre in prima linea nella tutela dell’infanzia.
Psicopedagogista, docente universitaria, saggista e scrittrice, Parsi, ex componente dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, già membro del Comitato Onu sui diritti del fanciullo, ha al suo attivo la pubblicazione di oltre 100 libri di tipo scientifico, letterario e divulgativo. È presidente della Fondazione Movimento Bambino Onlus.
Nel 1986 è stata insignita del titolo di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Nel 2007 Maria Rita Parsi ha ricevuto la medaglia d’oro della Camera dei Deputati a nome del Comitato Scientifico Internazionale del Centro Pio Manzù, presieduto da Mikhail Gorbaciov e, nel 2009, il Premio nazionale Paolo Borsellino.
Parsi è stata anche una presenza costante nei media italiani, partecipando a trasmissioni televisive come esperta nelle sue discipline e contribuendo come editorialista a numerosi giornali e periodici nazionali.
Fra le sue ultime apparizioni televisive quella del 31 gennaio a Storie al bivio su Rai 2, per parlare del femminicidio avvenuto ad Anguillara Sabazia. I suoi libri sono stati pubblicati, tra gli altri, con Mondadori, Armando Curcio Editore, FrancoAngeli, Piemme. Tra i titoli più importanti: “Animazione in Borgata” (1976) sul tema dell’animazione sociale e culturale nelle periferie urbane; “Il piacere e il dolore” (1985) sul complesso mondo delle emozioni umane; “Il mondo creato dai bambini” (1992): sulle rappresentazioni mentali e l’immaginario dei più piccoli; “L’amore violato” (1996) che tratta il tema degli abusi sessuali sui minori; “Bambini ombra, bambini in ombra” (2004) che esplora la tematica dei bambini invisibili e emarginati nella società contemporanea; “Maladolescenza. Quello che i figli non dicono” (2014): sui problemi e le sfide dell’adolescenza; “Manifesto della psicologia umanistica ed esistenziale” (2014); “Noi siamo Bellissimi” (2023), nel quale si è occupata per la prima volta degli anziani, «per esortarli a liberarsi dai lacci che finora li hanno trattenuti».