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Nuova bufera giudiziaria su Daniela Santanchè: accuse di bancarotta e truffa

Spicca una plusvalenza ritenuta fittizia di 11,8 milioni di euro nel passaggio tra Ki Group Holding e Ki Group srl per gonfiare l’attivo

Nuova bufera giudiziaria su Daniela Santanchè: accuse di bancarotta e truffa
(Foto di Mauro Scrobogna / LaPresse)

Si allarga il fronte dei guai giudiziari per Daniela Santanchè. La Procura di Milano ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini – che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio – alla parlamentare di FdI, ad altre 15 persone (tra cui la sorella Fiorella e l’ex compagno Giovanni Canio Mazzaro) e a una società. Le accuse sarebbero di bancarotta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato per i crac di Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl. L’inchiesta si somma a quelle per il caso Visibilia e la presunta truffa all’Inps.

I magistrati contestano condotte gravissime. Spicca una plusvalenza ritenuta fittizia di 11,8 milioni di euro nel passaggio tra Ki Group Holding e Ki Group srl per gonfiare l’attivo con bilanci falsificati. Sotto la lente dei pm Luigi Luzi, Guido Schininà e dell’aggiunto Roberto Pellicano ci sarebbe anche la distribuzione di 4,1 milioni di euro di dividendi ai soci a fronte di un utile di soli 2 milioni: si sarebbero spartiti denaro inesistente, con compensi sproporzionati per gli amministratori.

Le ipotesi di bancarotta per distrazione riguardano anche due prestiti da 2 milioni di euro ottenuti nel 2020 da Banca Progetto, usati in realtà per i bilanci delle società. L’accusa di truffa allo Stato fa invece riferimento a un finanziamento Invitalia da 2,7 milioni ottenuto indebitamente nel 2021 sfruttando i fondi di sostegno Covid, oltre a crediti d’imposta non dovuti. Le indagini si chiudono lasciando aperta la strada al processo.