Una giornata di altissima tensione ha attraversato l’Italia, da Nord a Sud, accendendo la protesta contro il carovita e le politiche governative. Le piazze di Torino e della Capitale sono state teatro di disordini e serrati confronti tra manifestanti e forze dell’ordine, mentre il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, è tornato a richiamare le istituzioni sulla piaga dei salari fermi e la tutela del risparmio.
A Torino, il corteo serale promosso dagli occupanti del Campus Einaudi e dal collettivo “Torino per Gaza” si è radunato in piazza Castello al grido di «Meloni stiamo arrivando». Sotto lo striscione «ogni polo sarà una barricata noi la guerra non la paghiamo», i manifestanti – molti dei quali già reduci dai disordini legati allo sciopero generale del mattino – hanno improvvisato un percorso non preannunciato. Dopo aver imboccato corso San Maurizio, la testa del corteo ha deviato a sorpresa verso piazza Vittorio Veneto per aggirare i blocchi: «Riprendiamoci il centro che ci hanno negato», hanno urlato dai megafoni. Attraverso vie parallele a passo sostenuto e al grido «ci siamo ripresi la città», lo spezzone ha cercato di eludere lo schieramento degli agenti in tenuta antisommossa per penetrare nel cuore del centro cittadino.
A Roma, la situazione si è surriscaldata fin dalla mattinata. Diversi tentativi da parte di circa trecento studenti di sfondare i cordoni di sicurezza e raggiungere i palazzi delle istituzioni hanno provocato duri momenti di contatto. Sul Lungotevere, all’altezza di Ponte Sisto e Testaccio, i manifestanti sono stati respinti con cariche di alleggerimento e l’uso degli idranti dopo il lancio di oggetti e ripetuti spintoni contro gli agenti. «Basta, vogliamo solo passare», hanno gridato i giovani. Otto persone sono state fermate dalla polizia. Nel frattempo, l’intero centro storico capitolino e le vie d’accesso a Palazzo Chigi e alla Camera dei Deputati sono state blindate con camionette e barriere per impedire qualunque intrusione.
Il clima infuocato delle strade incrocia la preoccupazione delle altissime cariche dello Stato. Nel suo messaggio per la Giornata del Risparmio, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un nuovo monito: conflitti geopolitici, inflazione ed “elevata inoperosità salariale” stanno erodendo il potere d’acquisto e il tenore di vita delle famiglie. Richiamando l’articolo 47 della Costituzione, Mattarella ha ricordato che il risparmio va protetto e canalizzato verso investimenti sicuri, auspicando una maggiore integrazione europea contro le speculazioni e ribadendo la necessità di dare risposte concrete e fiducia alle giovani generazioni
