Puglia (ma anche Basilicata) terra di grandi compositori, che però non sempre vengono ricordati come meriterebbero. Il tarantino Paisiello diventò famoso col Barbiere di Siviglia. Mascagni, che visse a lungo a Cerignola, con la Cavalleria Rusticana. Ma ci sono anche Giordano, Traetta, Duni, Mercadante. E un certo Niccolò Piccinni, barese, che con la sua Cecchina trionfò a Roma nel 1760.
C’è chi afferma che della Cecchina si servì nientemeno che Mozart per scrivere alcune arie delle Nozze di Figaro. Piccinni era conosciuto e apprezzato anche a Parigi, dove morì nel 1800. In occasione del tricentenario della sua nascita la Fondazione Petruzzelli ha deciso di aprire le tre prossime stagioni liriche con altrettante opere del maestro barese.
E ieri sera, al Petruzzelli, per la prima volta nel teatro rinato dopo l’incendio del 91, è andata in scena – con successo – la Cecchina. Finalmente un musicista barese ha aperto la stagione lirica del teatro più importante di Bari e fra i più importanti del sud.
È una svolta che va salutata con grande attenzione e ammirazione. Finalmente ci si ricorda dei nostri talenti e li si porta all’attenzione di un pubblico che – contrariamente alle previsioni – sta crescendo e diventa sempre più esigente. La nostra terra si valorizza anche così. E in questo modo la si scopre e la si ama sempre di più.









