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Il fatto di Enzo Magistà

Il fatto di Enzo Magistà, un altro tassello nel lungo elenco dei trasformismi

Secondo il generale Vannacci, il voto di fiducia «serve a delimitare un perimetro politico». Per questo i suoi tre deputati ex leghisti, fra cui l’altamurano Sasso, hanno votato la fiducia a Giorgia Meloni sul decreto Ucraina. Il loro “sì” equivale ad una dichiarazione di appartenenza al perimetro politico della maggioranza.

Siamo in maggioranza, anche se non più leghisti, hanno dichiarato i tre vannacciani. Ma se si sta in maggioranza, e, soprattutto, se si vota la fiducia, si deve essere consequenziali, e quindi votare tutto il resto, compreso il decreto Ucraina che, dopo la fiducia al governo, è stato posto ai voti a Montecitorio.

Sul decreto, però, Sasso e i suoi due colleghi hanno votato “no”, dissociandosi dalla maggioranza. Della serie: stiamo in maggioranza, ma facciamo come ci pare. Per questo, la prima ufficiale di Nazione Futuro non si può considerare di successo.

Si deve iscrivere, invece, di diritto, nel lungo elenco dei trasformismi ai quali la politica italiana, purtroppo, ci ha abituati. Non condivido una scelta ed esco dal partito, ma resto in maggioranza. Troppo comodo. E troppo pericoloso per un gruppetto di appena tre parlamentari che è un granello di sabbia sulla spiaggia della maggioranza.

La quale, a questo punto, dovrà pur dire la sua. Accogliendoli, li riconoscerebbe. Ignorandoli, li emarginerebbe, uccidendoli. Che farà Giorgia Meloni? Starà con Salvini, o con Vannacci?

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