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Il fatto di Enzo Magistà

Il fatto di Enzo Magistà, Trump non fa meno paura di Khamenei

Se qualcuno ci chiedesse di scegliere fra Trump e Khamenei non c’è dubbio che – turandoci il naso – sceglieremmo il presidente Usa. Non ne saremmo particolarmente entusiasti, ma rispetto all’ex Guida Suprema dell’Iran non avremmo esitazioni a promuovere il meno peggio.

Trump vincerebbe ai punti, ma solo per qualche centesimo. Adesso che s’è messo in testa di ripulire il mondo da coloro che definisce affossatori della democrazia, ma che in realtà sono suoi concorrenti energetici, di punti ne sta perdendo parecchi.

Maduro e Khamenei non sono da proporre per la beatificazione, ma qualcuno ha dato mandato a Trump di farli fuori? Quello di giustiziere, di gendarme della democrazia, è un ruolo che s’è intestato da solo, peraltro contraddicendosi per l’ennesima volta, avendo promesso agli americani in campagna elettorale che non l’avrebbe fatto, e che l’America si sarebbe interessata esclusivamente dei fatti propri. E invece, no.

Ha nel mirino il Messico, ma nel frattempo destabilizza Venezuela ed Iran, guarda caso tre fra i principali produttori di petrolio al mondo. Qual è l’obiettivo di Trump, la democrazia o l’oro nero?

Risponde lui stesso: la Energy dominance, il governo, la dominanza, delle fonti energetiche. Se avevamo giustamente paura di Khamenei, è bene che iniziamo a preoccuparci seriamente anche di Trump. E della sua prossima sfida missilistica non autorizzata.

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