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Il fatto di Enzo Magistà

Il fatto di Enzo Magistà, sull’ex Ilva si viaggia a due velocità

Anche per l’ex Ilva si viaggia a due velocità: il Nord da una parte, il Sud dall’altra. Si va, ammesso che ci si riesca, verso la vendita a spezzatino del colosso dell’acciaio.

Ma mentre sui siti di Genova e Novi Ligure le prospettive di vendita sembrano buone, su Taranto si viaggia ancora nella nebbia. Che dopo l’ennesimo kafkiano incontro di venerdì scorso al Mimit, è diventata ancora più fitta.

Per il siderurgico pugliese non solo non si sono definiti i possibili scenari di vendita, ma col passare del tempo, e con lo scemare della produzione e delle stesse prospettive di tenere in vita lo stabilimento, la situazione sembra essere arrivata molto vicina al punto di non ritorno.

In questa situazione, la cosa che sorprende maggiormente è l’immobilismo, almeno apparente, del ministro Urso. Che non dà risposte: né ai lavoratori, né a Comune e Regione, né – sembra – ai possibili acquirenti. Non solo. Annuncia la nuova cig, ma assicura che lo stabilimento non chiuderà, cadendo in una evidente contraddizione.

Urso si è affezionato ai tavoli di confronto, ma su quei tavoli, a parte l’acqua minerale, non porta altro. Tanto che alcuni sindacati tarantini hanno persino rinunciato a parteciparvi. Ma quanto ancora potrà durare questa situazione di stallo? Non oltre la fine dell’anno. A gennaio, ex Ilva dentro o fuori. Se la tiene lo Stato o bisogna dire addio alle illusioni.

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