Nelle 12 principali dighe di Puglia e Basilicata, alla data di giovedì 26 marzo, erano invasati 656milioni di metri cubi di acqua per uso agricolo e potabile, 278,5 milioni in più dell’anno scorso alla stessa data.
Nonostante gli invasi siano complessivamente a meno della metà della loro capacità fisiologica, si tratta di una provvista che ci garantirà acqua per tutto l’anno anche se non dovesse più piovere da oggi al 31 dicembre. Anzi, se dovesse piovere (o nevicare, come si prevede proprio in questi giorni) alcuni invasi rischierebbero di dover sversare a mare l’acqua in più.
Questa tranquillità non dovrebbe farci perdere di vista, però, il problema della siccità, che ci resta storicamente aggrappato alle spalle. Decaro ha incontrato il suo omologo lucano Bardi proprio l’altro giorno ed ha fatto bene.
I rimedi si studiano e si applicano quando non c’è l’emergenza,che deforma e ingigantisce i problemi. Le due regioni dovrebbero collaborare di più su questo tema ed avviare in tempi brevi tutto quello che serve per rimettere in sesto l’intero quadro idrico appulo-lucano. E cioè, pulizia dei fondali degli invasi, riparazione della rete, razionalizzazione delle risorse.
La Puglia, poi, dovrebbe definire l’accordo col Molise per Piano dei Limiti. Per completare gli interventi necessari servono dai due ai quattro anni.
E noi abbiamo acqua fino a dicembre. Ecco perché non possiamo permetterci di abbassare la guardia.