Anche i ricchi piangono e anche per Decaro è arrivato il momento del primo provvedimento impopolare. Lo ha preso martedì pomeriggio, d’intesa con gli assessori Di Sciascio e Starace, decidendo di bloccare i bandi sui contratti di programma e i vari Pia finanziati dall’Ue nel programma 21-27.
Una decisione inevitabile considerato che la Regione ha a disposizione 1,3 miliardi di contributi, ma deve fronteggiare una valanga di progetti valutata intorno ai 5 miliardi che svilupperebbero contributi per 2,6 miliardi, il doppio del disponibile.
La Regione quei soldi non ce li ha e al momento non sa nemmeno da dove tirarli fuori. Perciò, l’unica decisione saggia non poteva che essere quella di fermare tutto, per non alimentare illusioni.
Ma, detto questo, viene spontanea una domanda. Possibile che ci si sia accorti solo martedì scorso del problema? Perché i bandi non sono stati fermati qualche mese fa quando la tendenza allo sforamento era già chiara? C’è chi sostiene, dall’opposizione, che i bandi siano stati utili in campagna elettorale. È legittimo sospettarlo.
Ma siccome né Decaro, nè, tantomeno Di Sciascio e Starace, ne hanno colpa, anzi, hanno avuto il coraggio di sollevare il problema, adesso si impegnino a trovare una soluzione. Perchè ci sono imprenditori che hanno impegni con le banche da rispettare. E non hanno molto tempo a disposizione.