Il governo si prepara ad avviare la trattativa con “Flacks” per la vendita dell’ex Ilva. Il gruppo dell’imprenditore americano semi-sconosciuto ai più è stato preferito a “Bedrock” pur avendo offerto un solo euro per l’acquisto. Sorprendente, ma non troppo.
“Flacks”, infatti, promette 5 miliardi di investimenti (quasi tutti su Taranto) per rilanciare l’acciaio italiano. Ma chi è Michael Flacks?
Il finanziere – così ama definirsi- nato a Manchester, esploso imprenditorialmente in Irlanda, oggi vive in Florida. Ha fatto fortuna acquistando imprese decotte e risanandole. Oppure, come nel caso di un grosso gruppo produttore di vernici, smembrandole e vendendole.
Martedì scorso si è presentato agli italiani rilasciando un’intervista al Corriere della Sera. Ciò che gli fa gola dell’ex Ilva – ha detto – è lo sfascio in cui si trova. Pane per i suoi denti. «La guardavamo da tempo – ha detto – più studiavamo l’affare, più ci entusiasmavamo».
Per Flacks, quindi, l’ex Ilva sarebbe un affare, ciò che non è stato – ad esempio – per un colosso dell’acciaio come Arcelor Mittal. «Io mi occupo di soldi – ha detto – e metto le aziende in mani giuste e competenti».
Sui 5 miliardi necessari per rilanciare l’ex Ilva non ha dubbi «non sono una cifra enorme, ci sono banche disposte a finanziarci». Dopo aver letto la sua intervista riusciamo finalmente a capire perché i sindacati siano molto preoccupati.










