Secondo l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza esercenti attività sanitarie, nel 2025 ci sono state almeno 18mila aggressioni negli ospedali e nelle strutture sanitarie italiane,a danno degli operatori che vi lavoravano.
Il numero è più o meno identico a quello dell’anno prima. In pratica, ogni giorno, 50 operatori sanitari hanno denunciato di essere stati aggrediti, per lo più verbalmente, dai loro pazienti. Un numero impressionante, che diventa inconcepibile se si pensa che solo il 10-15 per cento degli aggrediti sporge denuncia e che, quindi, la gran parte delle aggressioni, che in totale secondo altre stime sarebbero 130mila, resta sconosciuta.
Il fatto che nel 2025 le aggressioni non siano aumentate può dipendere dalla legge che ha inasprito le sanzioni, buon toccasana, ma non sufficiente.
Il problema, infatti, non si risolve con pene più severe, ma con un approccio più consapevole. Intanto facendo crescere la cultura del rispetto, combattendo il malcostume sociale che alimenta le aggressioni. In secondo luogo aumentando il personale in servizio nei pronto soccorso, ed in particolare quello medico, con incentivi adeguati. E terzo, ripristinando nei pronto soccorso quella sicurezza che solo i presidii di polizia possono garantire, con tutto il rispetto per i vigilantes, esattamente com’era una volta.