Mentre Decaro è alle prese con gli ultimi problemi politici collegati alla definizione degli assetti dei vertici istituzionali della Regione (consiglio, commissioni, ed altro) il suo Capo di Gabinetto, Davide Pellegrino, ha iniziato a lanciare siluri nel campo di battaglia opposto, quello della gestione. I suoi primi provvedimenti puntano a ristabilire le regole all’interno dell’amministrazione, e riguardano dipartimenti, agenzie, ed enti, che negli ultimi tempi hanno goduto di un’autonomia fin troppo esuberante.
Pellegrino ha imposto lo stop ai dirigenti ad andarsene in giro per l’Italia e per il mondo. La Regione la rappresentano gli assessori, ha scritto, voi dovete rimanere dietro la scrivania. Ha bloccato assunzioni e consulenze da parte delle agenzie: devono essere ampiamente giustificate e concordate. E agli enti controllati ha imposto limiti sulle spese di gestione e la discrezionalità operativa.
Una mandata di chiave necessaria, che servirà non solo a ridurre i costi, ma anche a razionalizzare il lavoro fra esecutivo, consiglio, dipartimenti, agenzie ed enti, oggi scoordinato, frastagliato, e dispersivo. Provvedimenti tempestivi, fatti al momento giusto. Avranno successo? Solo se fra un anno, e a scadenza fissa, ogni anno successivo, Pellegrino rinnoverà le stesse direttive, e controllerà i consuntivi dei risultati ottenuti.