Categorie
Il fatto di Enzo Magistà

Il fatto di Enzo Magistà, non si demonizzi il trapianto

Domenico è fra gli angeli, e a noi resta l’inferno della sua drammatica vicenda. Ora che su questa storia si è chiusa la gara mediatica sulla sopravvivenza del bambino di Napoli, dobbiamo augurarci che la giustizia accerti la verità, e la spieghi senza riserve per sgombrare il campo da tutti gli equivoci che lo hanno accompagnato, compromettendo l’immagine di un settore, quello dei trapianti, che è il fiore all’occhiello della sanità italiana.

Che ci siano stati errori e che qualcuno abbia sbagliato, non ci sono dubbi. Non doveva accadere, ma è umano. Tuttavia, all’improvviso, la gente ha smesso di donare organi.

Solo una coincidenza? La verità è che si è demonizzato il trapianto, confondendo peccato e peccatore. Il trapianto di organi colloca la sanità italiana ai primi posti del mondo. Nulla si fa con la stessa precisione, con lo stesso amore, con la stessa preparazione.

Ogni anno in Italia si fanno oltre 5mila trapianti, il che vuol dire oltre 5mila donatori, oltre 5mila espianti, oltre 5mila vite salvate. Il secondo cuore che si voleva trapiantare a Domenico ha salvato la vita a un bambino di Bergamo. Tutte attività che meriterebbero un premio Nobel. Non lo si può e non lo si deve dimenticare.

Così come non si può e non si deve dimenticare la tragedia di Domenico. Serva ad alzare ulteriormente la soglia di attenzione. Ma si torni a donare organi, perché donare la vita è un bisogno di cui non possiamo fare a meno.

Lascia un commento Annulla risposta

Exit mobile version